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Il neoliberismo, la sottomissione mistica e volontaria
Oggi ci troviamo immersi nel capitalismo neoliberista di una società dei consumi e oggetto di interesse ad una forte manipolazione collettiva, operata da multinazionali e governi autocratici erogatori di beni e di certezze illusorie.

Questo passaggio, tra società globalizzante e personale realizzazione, vede una forte deriva di alienazione e di insoddisfazione che sfocia con il distacco alla partecipazione democratica della vita pubblica e con l’opposizione a essere puro oggetto di una società di consumi e di tutte le mistiche preconfezionate. Ne deriva il calo di partecipazione verso la politica e la religione, e il crescere del desiderio personale di una nicchia di pensiero e di una bolla psico-sociale che acconsenta alla coltivazione di uno spirito autonomo, ovvero di una mistica dinamica e autonoma di personale esperienza. Ormai da tempo la società dei consumi e del benessere collettivo non è più in grado di assicurare il benessere interiore del proprio vivere. Il proliferare delle sette e di eventi miracolosi o mitizzati è una dimostrazione di questo vuoto di senso in cui un’esperienza soggettiva ha bisogno di una legittimazione pseudo-oggettiva stabilita da un gruppo di appartenenza (si pensi agli influencer). Si ha sempre più bisogno della conquista di sé stessi prima di divenire oggetto di un collettivo sociale. La mistica in tutte le sue espressioni, da collettiva a individuale, da programmata a spontanea, si affaccia oggi al nostro vivere in modo tecnologico laddove il desiderio si oppone ai percorsi di condizionamento.
Ci si chiede quale posto occupi oggi la mistica nel nostro mondo, quali flessioni psicosomatiche siano possibili nel nostro panorama culturale e contemporaneo. Si determina così la cosa peggiore: l’automatizzazione dell’esperienza e la condizione ad adattarsi al vivere quotidiano, dovendo sempre rincorrere le situazioni e gli altri. È questo il preludio che sfocia nel desiderio a compiere il vero atto all’isolamento per raggiungere la pace interiore. Gli episodi di mistica, religiosi o laici sono inizialmente utili esperienze soggettive e mai casuali. Sono stati di alterazione della coscienza nei quali si può essere molto felici o molto tristi, pacifisti o violenti, emarginati o sciacalli isolati (basti pensare ai fatti di cronaca con delirio omicida e infanticida). Qualsiasi esperienza mistica può generarsi all’improvviso.
La verità scientifica si è sempre differenziata dalla verità religiosa per un aspetto fondamentale: la sua provvisorietà. La scienza nella sua natura ha un meccanismo che permette alle nuove scoperte di eliminare quelle vecchie. C’è da dire che certe volte gli estremisti laici e religiosi finiscono per assomigliarsi molto, ma la mistica religiosa, essendo un’esperienza soggettiva programmata, non può che essere conservativa e l’evoluzione dinamica non può che essere rivoluzionaria.
La mistica laica si basa su un’esperienza che è soggettiva solo in partenza, con in seguito una valutazione oggettiva pubblica di benefici ed errori: è un’esperienza più dinamica e più democratica della mistica religiosa, che è camminare sapendo partenza e arrivo. La mistica laica si distingue perché è modificabile, conseguentemente è poco pericolosa e fatta propria da chi nel nostro mondo non vive in gregge, ma vaga nella conoscenza e della coscienza in modo autonomo e non da preda assoggettata al proprio destino.
