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Davvero credo che sia il danno della società più grande in questo momento. Il problema è che il lavoro artigianale non è attrattivo per i giovani, perché c'è uno stereotipo radicatissimo nel nostro paese.
Per cui se fai una scuola professionale, se fai lavori di manualità, sei un ragazzo, una ragazza, di serie B. In qualche modo, il percorso scolastico è il liceo e l'università. Ma questo è veramente uno stereotipo, una cosa che è un danno pazzesco, perché noi siamo un paese artigianale, con una tradizione pazzesca alle spalle.
Nessuno dice che fare l'artigiano, devi usare molta testa, cioè non è che c'è una separazione tra testa e mani. Se fai l'ingegnere fai la testa, se fai l'artigiano usi solo le mani. Davvero credo che sia il danno della società più grande in questo momento è questo. Non insegnare ai ragazzi e ai giovani che le mani, il sapere manuale, tutta la sapienza tecnica è un lavoro, ed è un lavoro che nobilita, è un lavoro che non è di serie B.
Cioè non puoi fare l'artigiano senza usare la testa, senza usare mille competenze oltre le mani. E non c'è nessun valore negativo a fare una scuola di specializzazione, se poi trasformi quella competenza, quella “hard skill “ tecnica in una sapienza che porta avanti un mestiere che altrimenti morirebbe.