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La verità trionfa da sola, la menzogna ha sempre bisogno di complici




A tuttoggi chi dice la verità deve combattere più di chi vive con l'inganno, perché viviamo in un mondo contorto, in cui il colpevole è colui che proclama la verità. Perchè?




Ci stanno i giornalisti anacronistici e giornalisti sincronici. Io scelgo la terza opzione per un fatto di coerenza e con il mio essere anticonformista. Le notizie vanno raccontate per quello che sono e NON per fare scoop! Mi reputo una persona al di sopra di ogni sospetto. Sono un cittadino, prima di tutto, non solo dei diritti da pretendere.


E questi doveri devono avere un riguardo verso il bene comune, verso la comunità. Gli stessi politici dovrebbero dedicarsi al bene comunitario!! C'è chi segue questo scopo e c è chi, invece, porta avanti solo i propri interessi. E allora mi domando e chiedo ai cittadini: quante volte si è (o siamo stati) testimoni di falsità e di ipocrisia? Quante volte si è scesi a un compromesso per paura di fare una scelta, o semplicemente perché in quel momento pareva più facile adagiarsi? Quante volte avremmo potuto ribellarci? Quante volte avremmo potuto alzare la testa per dire “così non va”?


Quante volte avremmo potuto fare qualcosa per cambiare le cose? Giovanni Falcone scriveva: “che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare”. Ed io lo ammiro per tutto ciò che ha fatto e per tutto ciò che è stato. Perché, nonostante i rischi e la vita, che gli è costata cara, non è rimasto seduto a guardare o a lamentarsi. Si è battuto per un bene più grande. Per la comunità. Per il bene delle persone. Poiché la verità è coraggio, oltre la paura. La bugia è vigliaccheria, è falsità, è ignoranza, è pura menzogna. Ma la verità svela la realtà, guida l'intelletto e rappresenta l'epifania dell'essere.


Chi mi conosce e chi mi legge sa perfettamente che la verità e la giustizia hanno per me un valore molto profondo, che va al di là di me stesso. Forse, è perché ho sempre ammesso e pagato a caro prezzo i miei errori. Se così vogliamo chiamarli!! Ad ogni modo, come persona, come cittadino e seppur senza avere un background giornalistico strutturato, mi sento in “dovere” di portare la verità nei riguardi di questo mondo che è spesso indifferente e corrotto. Lo ritengo un dovere etico e morale, come pure un segno di rispetto e di speranza nei confronti di chi lotta per la libertà di pensiero, per il bene di ogni singola persona intesa come “essere umano”, per i giovani che saranno il nostro futuro, per chi è o è stato “messo a tacere” solo per aver detto la verità. Confondiamo il senso critico con il giudizio, scambiamo la verità con il giudizio, ma giudizio e verità sono due cose differenti. Raccontare certi fatti, seppure non piacevoli per quello che sono, non è dare un giudizio. Significa piuttosto dire come stanno le cose. Perché non possiamo rivelare solo le cose belle o quello che gli altri vorrebbero sentirsi dire. Ricordiamoci che esiste il bene ed esiste il male. Esiste il male fatto “senza pensarci” ma esiste anche “quel male fatto volutamente” nonché pensato e goduto, che è diverso dall'errore commesso per sbaglio. Non giudico chi si inciampa e poi si rialza con la voglia di fare meglio di prima. Non giudico le fragilità umane, ma non giustifico il “male pensato”. Non sopporto e non tollero chi si fa strada con l'inganno e con la disonestà, nascondendo la verità. La verità è che c'è sempre un grande bisogno di persone sincere. C'è bisogno di quelle persone che si battono per la verità. Perché bisogna imparare ad andare oltre sé stessi. Occorre battersi per un qualcosa di più “grande” del proprio unico sé. Perché la verità è libertà e la libertà è una gran nobiltà.

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