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La libertà di pensiero secondo i miei canoni




Il rapporto tra libertà di pensiero e il mondo contemporaneo è caratterizzato da profondi conflitti, dove la libertà individuale si scontra con nuove forme di potere, disinformazione, conflitti geopolitici e la necessità di riconoscimento sociale. 




Il contesto attuale, segnato dal ritorno della guerra in Europa (Russia-Ucraina) e nel Medio Oriente (USA- Iran) e da crisi globali, mette a dura prova i valori democratici e la libera espressione. La libertà nel pensiero va comunque intesa come libero arbitrio cioè come libertà di scelta. C’è, però, una sproporzione tra desiderio e il raggiungimento ad un risultato. Cito una frase di un famoso filosofo tedesco: «Dai a una persona tutto ciò che vuole e a quel punto tutto non sarà abbastanza». Tale citazione non sembra essere sufficiente, soprattutto oggi come oggi quando imperversano dibattiti sulla libertà dei cittadini e sui diritti di questi in relazione alla società. Come conciliare la libertà di scelta con la società di cui si è parte? Nessuno ci obbliga ad aderire alla legge morale, ma chi sceglie di farlo lo fa in relazione alla società in cui vive e secondo la propria autoconsapevolezza. Teoricamente dovrebbe essere mirata alla tutela della collettività e garantire al tempo stesso un ampio spettro nella sfera personale. Parlare di libertà, infatti, implica parlare di responsabilità. Senza responsabilità diventa anarchia. La soluzione sta nella salvaguardia della propria libertà d’azione tenendo presente le proprie responsabilità verso la società e in una visuale del bene comune. Perché occorre riflettere sul principio di responsabilità? In un mondo dove vi sono battaglie per diritti inalienabili legati alla sfera personale e dove si discute di temi doverosi e gravosi che interessano l’intera società (esempi sono l’eutanasia, la genitorialità, la battaglia per la parità dei sessi, i diritti LGBTQ) riflettere sul principio di responsabilità implica ragionare su ciò che possiamo fare. Equivale a capirsi e lottare per la propria libertà che deve essere inalienabile. Co-responsabilizzarsi significa assumersi insieme ad altri la responsabilità di azioni, doveri o risultati, condividendo consapevolezza e impegno. Tutto ruota attorno all’insieme delle relazioni che si instaurano, l’insieme delle influenze dirette ed indirette con cui si viene a contatto. Attenzione però a non essere in subordine all’autocrazia.

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