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Donald Trump contro Papa Leone XIV. Un’aggressione verbale e deliberata senza precedenti. Ciò comprova un uso inusuale del linguaggio di Trump, partendo da due presupposti.
Da una parte, viviamo in un’era segnata dal declino dell’uomo pubblico, percepito come politico che agisce nell’interesse collettivo, ponendo il bene pubblico al centro della propria azione. Dall’altro, assistiamo a un processo di personalizzazione della politica.
Detto ciò queste due dinamiche sembrano contraddittorie e sul come una crescente leadership possa coesistere con la crisi della politica intesa come servizio alla collettività? In realtà, non solo questi fenomeni non si escludono a vicenda, ma sono strettamente interconnessi. Da una mia attenta riflessione il declino dell’uomo pubblico può essere interpretato come una diretta conseguenza del processo di personalizzazione.
Questa dinamica ha trasformato la competizione politica, spostando l’attenzione dai programmi e dalle istituzioni ai leader per lo più populisti, capaci di instaurare un legame empatico. I cittadini si affidano sempre più a figure che all’apparenza paiono in grado di “mettersi nei loro panni”, di parlare il loro linguaggio e di incarnare vissuto e frustrazioni.
È da questa premessa che a questa analisi ne consegue il linguaggio di Donald Trump. Con Trump, la politica assume toni volutamente volgari e provocatori, rispecchiando un modello comunicativo che si è consolidato anche nei social media. L’insulto, la semplificazione estrema e il rifiuto del linguaggio istituzionale diventano elementi strutturali di un codice comunicativo ormai consuetudinario. In un panorama in cui la comunicazione politica si gioca sulla capacità di attirare attenzione, indignare e polarizzare, Trump rompe deliberatamente con il linguaggio politico tradizionale.
Un segno di rottura rispetto al passato. La politica si è fatta volgare. E Trump a mio avviso ne è consapevole!! C è chi paragona il linguaggio del presidente americano a quello di un ragazzino sia per il lessico, sia per la scarsa padronanza della grammatica. Questo tipo di linguaggio, questa narrazione fa presa su quella parte del Paese che non vive nelle grandi città.
Trump ne ha fatto uno strumento fondamentale della sua retorica, trasformando la volgarità e la provocazione in elementi chiave della sua leadership. Dove risiede la vera minaccia per le nostre democrazie liberali nell’uso di un linguaggio così irriverente, sfrenato, indecente? Il pericolo principale è rappresentato dalla disinformazione e dalla crescente polarizzazione del dibattito pubblico. Diventa assai sempre più difficile distinguere il vero dal falso, mentre a prevalere è la logica della divisione, che contrappone gli uni agli altri anziché favorire il confronto.