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Sicurezza, chi si difende da un reato non è tenuto a risarcire




Il caso di Mario Roggero è solo l‘ultimo di una lunga serie. E’ stata colpita la fiducia di milioni di italiani nella giustizia. La Cassazione ha confermato la condanna a quattordici anni e nove mesi oltre al risarcimento oneroso alle famiglie dei rapinatori uccisi. 




Tra qualche mese, il tribunale di sorveglianza deciderà se un uomo di settantadue anni dovrà, entrare in carcere o se potrà, almeno scontare la pena con una misura alternativa. Ma comunque vada, una parte della sua vita è già stata distrutta. Io non riesco ad accettare che un uomo dopo aver vissuto il terrore di più rapine, e aver creduto di difendere la propria vita, la propria famiglia, il lavoro costruito con anni di sacrifici, debba vedere il resto della sua esistenza segnato in questo modo. Sempre più cittadini hanno la sensazione che la giustizia italiana non stia funzionando come dovrebbe. Il caso di Mario Roggero è solo l'ultimo di una lunga serie di vicende che hanno diviso il paese. I casi di Massimo Bossetti, di Alberto Stasi e molte altre storie hanno alimentato discussioni e interrogativi che ancora oggi fanno riflettere milioni di persone. Dal 1991, oltre 32.000 innocenti sono finiti in carcere per sbaglio. Lo Stato ha speso oltre 1 miliardo di euro in risarcimenti. Negli ultimi anni si è anche parlato di riformare la giustizia, è stato persino promosso un referendum su alcuni temi importanti. Ma quel referendum non ha raggiunto l’approvazione dei cittadini e di fatto nulla è cambiato. Anche questo per molti cittadini è motivo di delusione. Mi chiedo una cosa. Noi, al posto di Mario Roggero, cosa avremmo fatto? Se davanti a noi ci fossero stati uomini armati, se in quei pochi secondi avessimo avuto paura di morire, o di non rivedere mai più i nostri cari. Chi può dire con certezza come avrebbe reagito!? È facile giudicare da un'aula di tribunale. Molto più difficile è trovarsi in quei secondi in cui la paura prende il sopravvento e ogni decisione può cambiare una vita per sempre. Io spero soltanto che chi ha il potere di decidere sul destino delle persone ricordi sempre che dietro ogni sentenza non ci sono soltanto articoli di legge. Ci sono esseri umani, ci sono famiglie, ci sono vite. E la giustizia, oltre a essere rigorosa, dovrebbe riuscire anche a essere profondamente umana.

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