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Il futuro dei servizi alla persona tra obiettivi mancati e funzioni da ripensare




Gentile Direttore Quotidiano locale, desidero porre all’attenzione dei Suoi lettori una riflessione sul ruolo cruciale dei servizi alla persona nel nostro welfare locale.




Troppo spesso confusi con una semplice erogazione di sussidi assistenziali, questi servizi rappresentano SI in realtà il motore invisibile della coesione sociale e della qualità della vita ma spesso non basta per una miriade di complessità legate alla pianificazione della famiglia quand’essa si trovasse a gestire persone con fragilità e anziani. L’obiettivo fondamentale dell’Associazione Comunali di Mantova riguardo ai servizi alla persona non è la gestione passiva del disagio, ma la promozione della centralità della persona, della sua autonomia e del benessere globale, intercettando i bisogni prima che si trasformino in emergenze irreversibili. Per raggiungere questo traguardo, le loro funzioni cardine devono essere costantemente potenziate: valorizzare le risorse e le capacità residue dei cittadini in costante precarietà socio/assistenziale. Oggi assistiamo a un paradosso: a fronte di un aumento dei bisogni (dall'invecchiamento della popolazione alle nuove povertà), le risorse sono sempre più esigue e la burocratizzazione rischia di soffocare la flessibilità degli interventi. C'è il forte rischio che i servizi si riducano a "sportelli di emergenza", perdendo la loro capacità di ascolto e di progettazione. I servizi alla persona non sono un costo da tagliare, ma un investimento sociale strategico. Serve un cambio di paradigma: rimettere al centro la programmazione partecipata, il supporto agli operatori e il dialogo con le associazioni del terzo settore. Solo così potremo garantire una comunità inclusiva, dove nessuno venga lasciato indietro. Ringraziando per lo spazio che vorrà concedere a questa riflessione, porgo cordiali saluti.

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