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Il riarmo della germania che punta a essere potenza militare d’europa




La presenza di droni spia ed esplosivi nei cieli della Germania viene utilizzata dal governo di Berlino e dai vertici della Difesa come il fulcro di una precisa strategia comunicativa per giustificare e accelerare gli investimenti nel riarmo. 




L'opinione pubblica tedesca, storicamente pacifista e restia alle spese militari, viene guidata attraverso una narrazione geopolitica strutturata per superare le resistenze politiche e sociali, legittimando lo stanziamento di decine di miliardi di euro. Non si tratta di un libro bianco. Si tratta del primo atto approvato e pubblicato dal ministero della Difesa federale che fissa per iscritto come la Bundeswehr intende esercitare la deterrenza nei confronti di un avversario e, se necessario, combatterlo. Insieme al documento è stato pubblicato il Piano per le Forze Armate che traduce la strategia in obiettivi concreti di capacità militare. In un momento in cui la deterrenza si costruisce attraverso la comunicazione, mostrare agli avversari e agli alleati che la Germania ha una direzione chiara, una volontà politica e un piano credibile vale quanto molti esercizi militari. Il cancelliere Merz non usa eufemismi. La Germania ritiene che la Russia sia responsabile dell’attacco con drone esplosivo avvenuto lo scorso 4 agosto all’aeroporto di Lipsia/Halle. A dirlo è il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt durante una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri, Johann Wadephul. La premier Giorgia Meloni gli fa eco: “L’Italia è in piena solidarietà con la Germania dopo l’attacco ibrido russo a Lipsia”. Già oggi si parla di sabotaggi, attacchi cyber, disinformazione, spionaggio per un attacco militare convenzionale contro la Nato. Pertanto l'obiettivo della Germania è un imponente piano di riarmo e potenziamento militare. Per decenni la cultura strategica della Repubblica Federale ha evitato il linguaggio della minaccia diretta, preferendo le sfumature diplomatiche. Ma oggi come oggi l’obiettivo della Germania segna una discontinuità culturale oltre che strategica. La Strategia individua che la Bundeswehr deve diventare la più forte forza convenzionale in Europa. La Germania non è più il paese che delegava ad altri la responsabilità della propria sicurezza continentale. È un paese che, oggi come oggi, si candida esplicitamente alla leadership militare convenzionale in Europa, che nomina come proprio avversario la Russia di Putin e sceglie di farlo sapere. In un’epoca in cui la deterrenza si costruisce anche con le parole, questa scelta vale molto più di un atto strategico. Il resto lo diranno i bilanci, i sistemi d’arma e i soldati in uniforme alle frontiere orientali dell’Alleanza. Concludo nell’asserire, a mio modo di vedere, che dietro il riarmo della Germania ci sono motivazioni geopolitiche urgenti, la ridefinizione del ruolo di Berlino in Europa e fortissimi interessi economici e industriali.

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