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Sentirsi intrappolati in un sistema di vita quotidiano




La percezione di essere intrappolati in un sistema che limita la libertà individuale è un tema centrale nel dibattito contemporaneo, affrontato da diverse prospettive che spaziano dalla sociologia, all'economia, fino alla psicologia.




Questa condizione viene spesso definita in chiave critica come una forma di "schiavitù moderna", in cui i vincoli non sono fisici ma strutturali e mentali. Persino la piazza oggi è diventata lo sfogatoio ma controllato attraverso gli algoritmi. Le città pullulano di supermercati a catena, facendo fallire ogni negozio di quartiere. Ed è così che negli scaffali troviamo prodotti coltivati da chissà quale paese extra continentale. Compriamo cianfrusaglie di plastica stampate. E questo paradosso vale anche per il lavoro. Il sistema ci spreme fino al burnout ( sindrome da stress cronico ). Ci regala l'ansia e preferisce pagarci la malattia, pur di non intaccare le cause. Ci vogliono ammalati a casa. A consumare farmaci e serie TV in silenzio. Esauriti sino allo sfinimento? Si stacca allora il contatore biologico. Se scioperi, perdi lo stipendio e ti danno pure del fannullone al TG. Se una mattina milioni di persone staccassero la spina dei consumi inutili e usassero le mutue per riprendersi il tempo, dall’alto dei poteri nessuna perdita economica. Con un click sul computer delle banche prelievo forzato garantito. Il sistema non si batte urlando, si batte togliendo la nostra energia all'ingranaggio. E se proprio si deve spendere, occorre premiare il piccolo produttore locale. Cosa ne penso dei multimiliardari che accumulano terreni e isolano le farmacie? La verità è molto più sobria di quel che si pensi. Penso che non stiano giocando a fare i filantropi, ma che stiano semplicemente comprando le regole del mondo. Stanno privatizzando i beni vitali per fare in modo che persino respirare sia un servizio, in avvenire, da effettuarsi in abbonamento. Perché si comprano i milioni di ettari e terreni agricoli, i brevetti dei farmaci salvavita o le fonti d'acqua? Ogni singola necessità biologica dipenderà da una qualsivoglia multinazionale. E la parte più diabolica è che, mentre dall’alto dei poteri si accumulano pezzi del pianeta, le persone comuni pensano a darsi la colpa a vicenda. Ci fanno litigare tra comuni confinanti. I dipendenti contro i piccoli commercianti. Ci fanno fare la guerra fra i poveri anche per il centesimo. Così, mentre ci si guarda in cagnesco, c è chi compra sulle nostre teste il nostro futuro. Prima fanno fallire tutte le piccole botteghe di quartiere per poi aprire i loro mega centri commerciali. Ci educano a fare il dipendente sfruttato e poi con quei quattro spiccioli dovrai pur ridare indietro per non morire di fame o di malattia. Ma a questo punto non facevano prima a darci i buoni spesa, come nel Medioevo, senza far finta di farci credere che siamo liberi?


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