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Noi discutiamo di intelligenza artificiale, di transizione verde, di colonnine di ricarica per le auto elettriche, mentre al Sud Italia c'è il popolo in subbuglio. I lavoratori delle raffinerie hanno detto basta. E sapete cosa dicono le tivù e i media nazionali?
Disagi alla circolazione. Intanto i distributori nel meridione sono a secco. Gli autobus vanno a mezzo servizio. I lavoratori hanno bloccato l’accesso delle autocisterne alle raffinerie ENI. Ma la cosa che fa davvero inorridire è la solita narrazione ufficiale. Ci fanno passare il messaggio che dobbiamo decarbonizzare, spegnere i termosifoni, stringere la cinghia perché dobbiamo salvare il pianeta. Per intanto noi chiudiamo i battenti a Taranto e mandiamo a casa l'indotto con migliaia di lavoratori senza lavoro. Ma il petrolio? Per intanto la Svizzera, la Francia e la Germania continuano a consumarlo perché l'acciaio serve comunque. Quindi, indovinate un po' da chi acquisteremo lo stesso identico prodotto raffinato e l’acciaio? Embè dall'estero, dai paesi terzi. Dove inquinano il triplo e ce lo rivendono a prezzo stramaggiorato. Ma allora fatemi capire! Blocchiamo la nostra economia mandando al lastrico migliaia di famiglie nel mezzogiorno per fare cosa? Per fare i primi della classe ecologica? Per poi acquistare il carburante da altri pagandolo tre volte tanto? Ma questa non è transizione ecologica? Questa è soltanto una beffa con l’avvallo della comunità internazionale. Questo è un ricatto perfetto. A Taranto ci hanno messo davanti un bivio. O ti ammali di tumore lavorando all’ILVA o muori di fame perché ti chiudono la fabbrica. O cammini a piedi perché la benzina non arriva, o l’economia resta bloccata. E intanto il governo fa? Firma i decreti Ponte. Ma sapete cos'è un decreto Ponte? È semplicemente un pezzo di carta che serve solo a spostare il problema di altro sei mesi. Ma la verità, quella vera, quella che non vi raccontano è che il mezzogiorno, non lo stanno bloccando i lavoratori con i loro picchetti davanti ai cancelli dell'ENI. Il mezzogiorno lo hanno spento a tavolino anni fa. Dove? Ma nei corridoi della finanza e della grande burocrazia europea. Vogliono un sud senza energia, senza industrie e senza autonomia. Vogliono un'Italia ridotta a dipendere totalmente da un interruttore per accendere e spegnere. Il gasdotto russo via tubo era il cattivo, era illegale, diabolico. Abbiamo smesso di comprarlo? Eh no!! Lo compra qualche altro Stato Asiatico o Africano per poi raffinarlo e rivendercelo a prezzo maggiorato!! E se non basta ci si è messo di mezzo anche Trump con l’accordo con Putin. Questa è la transizione ecologica dei miracoli. Paghi di più inquinano il doppio e la morale salva. Quali sarebbero le soluzioni? Di sicuro andare a nuove elezioni non servirà a eludere l’inciucio.