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Raccontare il sociale è un atto di responsabilità che trasforma esperienze in cambiamento, ispirandosi alla vita reale. Implica l'uso di narrazioni autentiche per dare voce ai bisogni, valorizzare l'impatto delle azioni solidali e costruire fiducia, andando oltre la semplice descrizione.
Impegno sociale e impegno etico, per un appassionato al giornalismo e autodidatta come me, sono due facce della stessa medaglia. Dare voce a traguardi e ambizioni di cambiamento, di inclusione e di realtà complesse. Rappresenta l'azione consapevole e volontaria a favore della collettività, mirando al bene comune. Raccontare "fette" del nostro vivere quotidiano significa immergersi in storie spesso nascoste, dimenticate o semplicemente trascurate, portando alla luce i disagi, i drammi, ma anche le bellezze e le tradizioni che definiscono la nostra complessa realtà. La difficoltà principale è quella di non riuscire a usare canali di diffusione efficace. Esiste un tipo di comunicazione sociale che non arriva nelle mani di tutti e rischia di parlare a quelli che queste cose in qualche modo già le conoscono e che sono ad esse sensibili. Questo implica, ovviamente, la necessità di approfondire. Intervenire dunque, significa sviscerare, che è esattamente quello che è nel mio lavoro quotidiano. Oltretutto, quando sai che stai scrivendo per lettori a me ignoti. La cosa interessante di questo impegno è la contaminazione tra due mondi: quello del sociale e quello della cultura. Trovare il punto in cui questi due mondi possono incrociarsi è il mio impegno etereo.