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L’umanesimo dei mediocri




Mi trovo in un mondo in cui la guerra è chiamata missione di pace, la dittatura è chiamata democrazia, la precarietà è chiamata flessibilità. La comunicazione istituzionale è chiamata informazione. La deportazione con l'inganno è chiamata migrazione economica e lo stesso inganno è chiamato verità. In un mondo del genere è assai prevedibile vedere incoronati nuovi eroi i mediocri.




Perché i potenti hanno compreso che niente garantisce di più il potere della mediocrità! Perché la mediocrità, a sua volta, garantisce lo stallo. Perché la mediocrità non arriva mai così in alto da ribaltare il sistema. Anzi, crea dei nuovi esseri umani che sono degli invertebrati, dei molluschi da divano, pronti per essere inglobati nella nuova società darwiniana. Sì, perché la società della mediocrità, in apparenza molto magnanima, molto buonista, è in realtà una società feroce. Perché è una società che non ammette il dissenso. E’ una società che vuole solo sudditi e compiacenti. È una società in cui chiunque, se la pensi diversamente, viene bandito o cancellato, vaporizzato. Vivere in un mondo di mediocrità significa vivere in un mondo di banalità, di superficialità, di appiattimento. In un mondo privo di meritocrazia e giustizia. In un mondo in cui non fa differenza niente: vivere, morire, suicidarsi. In un mondo in cui tutto e tutti possono essere giustificati, perché è un mondo ipocrita, un mondo buonista. Ecco, la società dei mediocri è anche la società degli invidiosi. Nella meschinità si sentono meglio se strisciano. Mi umilia che qualcuno possa contemplare da altezze a loro irraggiungibili. E cosa fa la società della mediocrità? Cerca di diventare sempre più capillare. E per farlo crea dei nuovi eroi. Nuovi eroi che, naturalmente, sono nuovi eroi mediocri. E chi sono questi nuovi eroi? Sono capitani che abbandonano la nave mentre affonda. Sono delinquenti scampati dalla giustizia. Sono uomini e donne privi di talento e di cultura, che però fanno un successo, molto successo. Perché sono belli, sessualmente disponibili, o semplicemente raccomandabili. E a tutti gli altri, a tutti noi, non restano che due alternative: o aspirare a diventare come i mediocri, come nuovi eroi mediocri, oppure essere tagliati fuori. Naturalmente le cose andrebbero diversamente se fossero offerti dei modelli diversi, magari dei geni, come Leonardo o Michelangelo. Perché visto che si impara per emulazione, sarebbe facile pensare che se un'altra persona è riuscita a fare cose straordinarie, beh, allora forse posso riuscirci anch'io. E invece no! Si vogliono mantenere dei modelli mediocri. Perché i modelli mediocri impediscono qualsivoglia forma di progresso e, soprattutto, distruggono completamente l'autostima. E quando tu hai distrutto completamente l'autostima di un soggetto, hai creato il consumatore ideale. Perché il consumatore ideale chi è? È una persona che si sente sempre inadeguata, mai all'altezza, e non sa mai quello che deve fare. È sempre infelice. E si sa che più si è infelici, più si acquista. E quindi i prodotti diventano un surrogato molto temporaneo di felicità.

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