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L'Ucraina in piazza contro Zelensky




Ultimamente si sono intensificati gli attacchi russi sul territorio ucraino che Kiev definisce come il più grande attacco missilistico con missili balistici russi dall'inizio della guerra. Il numero complessivo degli ordigni lanciati tra droni e missili non è stato poi così esorbitante secondo quanto dichiarato dall'aeronautica militare ucraina.




Da tempo Zelensky e tutti i vertici lamentano la carenza di sistemi di difesa missilistica aerea, che nelle ultime settimane ha dimostrato come tutti i missili russi arrivano a destinazione senza incontrare ostacoli. I danni subiti da Kiev, quindi, sono devastanti. Ma questo non lo sappiamo da Kiev perché è molto restia nel fornire i danni effettivamente subiti sulle proprie infrastrutture militari e sulle perdite dei soldati. E allora come possiamo dedurre che gli attacchi russi abbiano causato dei danni enormi alle infrastrutture ucraine? Nel frattempo la narrazione e la propaganda pro-Zelensky mediaticamente continua a raccontare che gli equilibri sono completamente a favore di Kiev. I cosiddetti “politologi da salotto” offrono analisi superficiali o sensazionalistiche nei talk show televisivi e sui media mainstream e si sperticano in elogi per i bombardamenti ucraini sul territorio russo. Ci dicono da quattro anni e mezzo che la Russia sta fallendo, che Putin sta per essere rovesciato, che i russi sono stanchi della guerra. Che i bombardamenti con i droni ucraini sul territorio russo starebbero mettendo in ginocchio economicamente la Russia. E mentre continuano ossessivamente a concentrarsi esclusivamente sul nemico, presunto indebolito, non si accorgono quello che succede dalla nostra parte. Kiev sta cadendo a pezzi politicamente con l'ennesimo rimpasto che sta causando forti proteste da parte degli ucraini. Ma Zelensky, forte degli ultimi successi incassati sulla scena internazionale, sceglie il colpo di mano e la mannaia contro qualsiasi dissenso interno. Via la premier Yulia Svyrydenko e via il ministro della Difesa, Mykhailo Fedorov. Il presidente ucraino, per l’ennesima volta, cambia l’intero governo del Paese in guerra da quattro anni e mezzo, assecondato dal nuovo prestito Ue e dall’accordo europeo sulla produzione di droni nonché l’approvazione di Trump alla licenza dei Patriot. Ma si ritrova in piazza migliaia di persone a protestare. E nonostante tutte le narrazioni sul presunto ribaltamento degli equilibri, continuano a perdere lentamente territorio al fronte. Insomma, mentre aspettiamo da quattro anni e mezzo che il nemico cada a pezzi, forse sarebbe il caso di iniziare a guardare in casa propria, perché chi sta cadendo a pezzi è l'Ucraina e ovviamente l'Europa.

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