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Siamo tutti letteralmente indignati per le frasi sadiche e insinuanti di Donald Trump rivolte indirettamente al nostro presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso di un colloquio con un giornalista del TG7.
Ma non certamente meravigliati, perché Donald Trump è un uomo completamente inattendibile. Questa è l'unica certezza ad oggi. Bisogna prendere atto di questa principale evidenza. Quello che possiamo dire è che la sua parola è completamente priva di rilevanza. Qualsiasi parole in senso esteso, dichiarazioni, interviste, posizionamento internazionale, accordi con altri stati è pronta ad essere ribaltata nel giro di poche ore. Con Trump tutto è fittizio, astratto, improvvisato. Fonte di strategia? Il punto è che tutti coloro che lo circondano, incapaci di smarcarsi dalla carica che ricopre, sono in balia, e non sanno come difendersi dai suoi raggiri e ribaltamenti. All’ultimo G7 ogni leader ha mostrato le proprie riverenze. A partire da Macron che gli ha aperto fastosamente le porte della reggia di Versailles, passando per il patetico tentativo di Merz di ingraziarselo regalandogli la maglietta della Germania con il numero 47, che è il numero dell'attuale presidenza Trump. Non c'era nessuno che non temesse gli umori e le stravaganze di Trump. E tutto questo Trump lo sa benissimo e se ne vanta. Anzi è proprio il voler mostrare platealmente come a lui sia consentito umiliare chiunque, senza che possa accadere nulla poi. Quella Giorgia Meloni ha il sapore di un imboscata e volontaria. La disponibilità apparente prima, l'atteggiamento da uomo ferito, indignato, abbandonato. L’artificiosa riconciliazione avanti le telecamere, tutto appare come propedeutico all'affondo successivo per umiliarla in pubblico. Escludiamo categoricamente che Meloni abbia detto nulla di quello che Trump sostiene, che l'abbia implorato, supplicato. Non è nel carattere di Meloni e non fa parte del suo modo di agire. È chiaramente una distorsione strumentale, che mira a raccontare lei come fragile e bisognosa e lui come a voler concedere la grazia. Il punto è che oltre agli insulti, alle trappole, all'arroganza, il dramma oggi con gli Stati Uniti è l'assenza di interlocutori credibili. E i cosiddetti alleati degli Stati Uniti, noi, l'Europa tutta, sono i primi che devono prenderne coscienza.