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Abbiamo una tecnologia millimetrica, fantascientifica, quasi divina per studiare i morti. Com'è possibile che la tecnologia voli e la sanità rimasta nell'età della pietra? Semplice. Perchè la medicina e la ricerca scientifica non sono opere di bene guidato dall'altruismo. Sono multinazionali quotate in borsa.
Esiste un chiaro un conflitto di interessi. Praticamente, chi finanzia la ricerca medica è lo stesso identico soggetto che possiede le case farmaceutiche, le Big Pharm. E a un'azienda non interessa finanziare la guarigione definitiva. Se guarisci, l'azienda perde il cliente. Il vero capolavoro finanziario è la cronocizzazione della malattia. Si deve rimanere malati.
Si vive abbastanza a lungo da consumare farmaci e prestazioni all'infinito. Liste d'attesa che si dilungano per parecchi anni da diventare un cliente perfetto per il privato. Ma la vera gabola la capisci solo tenendo a mente la storia. Nei secoli passati ci si curava affidandosi a un misto di rimedi naturali, pratiche rudimentali e credenze spirituali, spesso molto lontane dalla scienza moderna. Allo Stato e alla comunità, le cure di allora costavano pochissimo.
Oggi invece con un computer moderno, una macchina può fare migliaia di diagnosi automatizzate, al giorno premendo un test. In teoria produrre salute oggi come oggi costa infinitamente meno rispetto al passato. Invece ci dicono, con impudenza, che la sanità moderna è diventata troppo costosa per essere gratuita. Ma dobbiamo crederci? Non è la scienza che costa troppo. E’ che hanno capito che sulla nostra paura di morire si possono applicare margini di profitto più alti della storia dell'umanità.