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La politica del generale roberto vannacci definita "retrò" ?




La politica del generale Roberto Vannacci è definita "retrò" per via del suo forte ancoraggio a valori tradizionali, nazionalisti e identitari che si oppongono fermamente alle trasformazioni sociali contemporanee.




Molti uomini ritengono che il “femminismo” abbia mutato e aggravato gli aspetti relazionali sotto ogni profilo. La retorica di Vannacci parte sull’inesistenza del patriarcato e sui suoi reiterati attacchi al pensiero femminista, nonché la recente promessa di abolire il reato di femminicidio in nome di una presunta equivalenza fra le vittime. Di questa affermazione si insedia un papabile elettorato maschile tra chi lagna semplicisticamente a gruppi e associazioni più o meno ufficiali e attive sui territori.


Tra questi i gruppi di “padri separati” oltre alle varie organizzazioni presenti sul territorio italiano. Persone che hanno in comune un rancore sordo e continuo nei confronti delle donne, colpevoli di non essere abbastanza abneganti nei loro confronti e di non comportarsi come dovrebbero, fomentate dalle femministe estremiste e misandriche. È un universo sotterraneo, inviperito, che aspetta di essere riconosciuto. A dispetto dei suoi sforzi il governo Meloni ha introdotto il reato di femminicidio. Cosa ne pensa l‘elettorato femminile in senso ampio? Per Vannacci non significa che rinunci del tutto a fare appello al loro voto. A questo serve, appunto, l’aumentata visibilità di Ravetto, unica donna di medio-alto profilo a essersi unita alla compagine futurista. Ravetto è partita in quarta a cercare di accaparrarsi la simpatia delle donne che si sono sentite in qualche modo respinte dai femminismi, perché non ne vedevano l’utilità o perché li hanno percepiti come una minaccia alla propria identità e funzione sociale. “Aboliamo le quote, le donne devono farsi avanti con il merito” è il grido di battaglia dichiarato e che potrebbe funzionare proprio con quelle che non sentono di essere mai state discriminate, e pensano che sia merito loro, piuttosto che fortuna. Non saranno grandi numeri, ma tutto fa brodo. Più o meno a metà fra desiderio di accaparrarsi l’elettorato femminile più conservatore e quello maschile maggiormente pervaso dal desiderio di rivalsa c’è la proposta di introdurre un “reddito di maternità” per le donne che vogliono stare a casa e badare ai figli, liberando spazio sul mercato del lavoro agli uomini disoccupati o sottoimpiegati. Una proposta che avrebbe dovuto fare ben più scalpore, tanto è scoperto il maschilismo di cui è intrisa, ma che funziona molto bene, appunto, con chi pensa che il posto naturale di una donna sia la casa: qui le donne sono una minoranza percentuale, ma non sono assenti. Resta comunque un fatto che il movimento politico del Generale Roberto Vannacci, denominato Futuro Nazionale rappresenta una delle principali novità. Attrae voti trasversali. Sicurezza, sanità, lavoro: le vere priorità del movimento.

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