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Concertazione tra realtà istituzionali - iniziativa lodevole




Infrastrutture, welfare e sviluppo economico per Mantova rappresentano un trinomio cruciale nel dibattito di questi anni a Mantova. Il ruolo che le infrastrutture svolgono nel trasformare il territorio rappresenta un fattore catalizzatore per la localizzazione delle diverse funzioni rispetto alle politiche della città di Mantova.




I collegamenti e la capacità di spostamento rappresentano un aspetto centrale nella quotidianità dei residenti e nel raggiungere buoni propositi di qualità di vita. Pertanto bene ha fatto il Segretario generale sindacato CISL Asse del Po a misurarsi con il candidato Sindaco Murari e ad unirsi con altre realtà insite nel territorio. Proprio per questo, un approccio che assegna all’assetto della mobilità un ruolo “settoriale” non è più attuale, ma occorre promuovere una progettazione integrata che concorra a risolvere problemi di sviluppo economico-territoriale e non solo di traffico e di congestione. Mi riferisco a quelle opere infrastrutturali, come strade extraurbane, linee ferroviarie che contribuiscono in modo rilevante al rapporto con funzioni e abitudini della comunità stessa di Mantova. Oggi, gli spazi della mobilità rappresentano una parte importante dell’esperienza territoriale, un ambito privilegiato da analizzare attentamente e su cui elaborare proposte innovative di organizzazione spaziale e sociale e in grado di incontrare e orientare le esigenze poste dalla condizione urbana attuale. In un momento pre-elettorale in cui si fa più intenso il dibattito in merito all’opportunità di realizzare nuove infrastrutture per la mobilità, per lo sviluppo socio-economico e la competitività della città di Mantova. La scelta di portare una riflessione sul tema delle infrastrutture della mobilità diventa importante per la sua capacità di agire non solo sulla realtà fisica, economica ed estetica del territorio, ma anche sul progresso sociale e sulle nostre abitudini di vita, attraverso una rifondazione concettuale di questo tema come strumento operativo per affrontare le sfide della contemporaneità. Lo scenario attuale, presenta infatti un certo livello di “sofferenza” (vedasi l’esigenza di tangenziali e di anelli viari e ferroviari periferici) in cui si rende necessario individuare le più opportune azioni che i competenti attori invitati a promuovere alla riclassificazione delle priorità. Urge pertanto la necessità di reinterpretare programmi e progetti infrastrutturali coerenti con i presupposti urbanistici e territoriali non solo dal punto di vista tecnico-funzionale, ma anche sotto il profilo territoriale. Gioco forza anche l’attivazione di finanziamenti da parte della Regione Lombardia. Infine, occorre prendere in considerazione le modalità e gli effetti del sempre maggiore coinvolgimento dei comuni dell’hinterland. In tal senso, il necessario confronto tra i diversi attori in gioco può essere utile per giungere all’individuazione di un nuovo “metodo” attraverso il quale gli strumenti di pianificazione sovraordinata possano svolgere la propria azione, stabilendo, sulla base di una griglia di opportunità e tutele, meccanismi di incentivazione/penalizzazione nei confronti dei Comuni e dei relativi programmi di sviluppo. 

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