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Un nuovo anno con nuovi problemi climatici




Siamo entrati nel nuovo anno. Mi chiedo se si potrà ancora salvare il clima tagliando le emissioni, o non resta che adattarci ai cambiamenti che verranno? Concordo pienamente su chi pensa che gli obbiettivi degli accordi di Parigi ormai non verranno esauditi. 


Dal trattato storico internazionale per ridurre le emissioni a Kyoto (Giappone) del 1997 ed entrato in vigore nel 2005 rimane cosa impossibile immaginare di mantenere l’aumento delle temperature entro il grado e mezzo rispetto al periodo preindustriale. Nel frattempo assistiamo ad eventi meteo estremi. Cosa fare a questo punto per mettersi al riparo, per quanto possibile, dagli effetti del riscaldamento globale? Una possibile risposta sarebbe quella di adattarsi, mettersi cioè a lavoro per rendere le nostre città, le nostre case, e le nostre infrastrutture più consone al clima che verrà.

Si tratta di un tema certamente scottante, che in Italia andrebbe senz’altro discusso con meno timidezza. Forse sarebbe utile correre ai ripari creando infrastrutture, sia artificiali che naturali, che possono ridurre gli impatti del cambiamento climatico che è continuato ad andare avanti perché è mancata un'adeguata mitigazione. Alternative? Non possiamo mica tornare all’età della pietra. Adattarsi e continuare ad emettere!? E questo è un ragionamento sbagliatissimo!! L'uomo ha le tecnologie e le conoscenze. Questo mi dà speranza. Ormai è una questione solamente politica, e io spero che le nuove generazioni riusciranno a superarlo. C'è una base di persone giovani che sanno quanto sia importante proteggere il pianeta che conosciamo, e tra di loro ci sono anche investitori e decisori, che non ne vogliono più sapere dei combustibili fossili e che non vogliono essere corresponsabili di un disastro. La soluzione è il mix energetico? Io penso che ci troviamo di fronte ad un problema che è già, di per sé, bello grosso. Perché allora esagerare e renderlo apocalittico? Più si alza il livello dell'allarme, più questo allarme è disatteso e più si genera sfiducia. Bisogna semplicemente dire le cose come stanno.

La situazione è grave ma non gravissima. Se c'è un’alluvione, è molto probabile che il cambiamento climatico abbia intensificato le piogge. Ma a mio avviso è altrettanto vero che il territorio è tenuto male, che abbiamo problemi di dissesto idrogeologico da sempre. E che i cambiamenti climatici possono quindi diventare solo una scusante. Il problema non è solo quanto sale la temperatura. In passato è stato già più caldo. Quello che ci deve preoccupare è come reagiscono gli ecosistemi, dai quali dipendiamo anche noi.

Ci saranno zone in cui si avranno delle ondate di calore talmente intense e frequenti e altre in cui le precipitazioni diventano molto più forti, e produrranno periodicamente alluvioni. Avremo un mediterraneo invaso di specie tropicali, e con una biodiversità molto ridotta rispetto ad oggi. Sarà un mondo in cui i mari si innalzeranno. E questo modifica le condizioni di vita, le nostre abitudini. Rischieremo carestie, epidemie, migrazioni? Magari noi in Italia ce le eviteremo, ma altrove ci saranno e ovviamente si ripercuoteranno anche su di noi. Sarà certamente un mondo meno accogliente, e bello, di quello in cui viviamo oggi. Non ci resta che sperare in meglio.

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