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L'idea che l'ignoranza rappresenti una forma moderna di totalitarismo è un tema assai contemporaneo, spesso discusso come un'ignorantocrazia.
Questa forma di controllo non si impone con la forza militare, ma attraverso la manipolazione dell'informazione. La democrazia richiede cittadini informati e competenti, poiché l'assenza di cultura politica e la superficialità minano le basi dello Stato di diritto. Pertanto in questo ordine di tempo a me fa paura l'ignoranza.
Fa paura il fatto che molte persone siano ignoranti e non siano consapevoli di esserlo. Questa è una cosa che io vedo cambiata. In effetti l'ignorante al tempo dei miei genitori sapeva di essere ignorante. Sapeva che c'erano persone istruite che potevano in qualche modo aiutare e istruire e far diventare una persona meno ignorante e istruita. E finché una persona non era istruita, quello che diceva veniva preso appunto come l'espressione di un ignorante. Oggi, come oggi, chiunque di noi ha diritto di parola e ci mancherebbe!! ma sembra essersi arrogato il diritto di, diciamo, avere validità di quella parola a prescindere. Esiste un reato depenalizzato al 2016 ma dal Febbraio 2026 riaggiornato e si chiama abuso della credulità popolare. Cioè il dire cose false, vagamente verosimili, in modo tale che le persone non troppo preparate ci cascassero dentro. Ecco, ogni tanto mi soffermo a pensare al fatto che forse questo tipo di reato nei confronti della società andrebbe maggiormente riabilitato, perché lo vediamo in continuazione, usato, un abuso, uno sfruttamento della credulità popolare. La gente vive all’ombra della propria inevitabile ignoranza. Semplicemente non sappiamo tutto di tutto. Ci sono buchi nella nostra conoscenza, lacune nelle nostre competenze. Possiamo consolarci pensando che l’ignoranza riguardi ambiti periferici della nostra esperienza, temi oscuri o irrilevanti, comunque privi di implicazioni nella nostra vita quotidiana. C’è chi sostiene che che l’acquisire determinate competenze potrebbe non portare benefici che giustifichino la fatica fatta per acquisirle. Ma sappiamo anche che non tutta l’ignoranza è periferica. Parte della nostra ignoranza, forse la parte più importante, è centrale e misteriosa. La nostra ignoranza riguarda aspetti essenziali ovvero riguarda noi stessi. Concludendo sottoscrivo che l’espressione "mea culpa" per chi è ignorante può essere interpretata in diversi modi, oscillando tra la comprensione per la mancanza di conoscenza e la condanna per la presunzione.