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Spunti e riflessioni: le domande che ricorrono a quanti, come me, non aderiscono al pensiero unico




Perché non ci piace nulla di quello che piace ad altri? Perché ci si deve sentire così diversi e strani? Siamo per davvero destinati a essere incompresi per sempre? Cosa potremmo fare di concreto per sentirci bene? 


A chi non è dotato di grande consapevolezza e sensibilità, queste domande appaiono scomode, fastidiose e assurde. Eppure sono tanti quelli che hanno sogni, obiettivi di vita e modi di pensare e comportarsi diversi dalla massa. Persone che invece di valorizzare la loro unicità, si rovinano la vita cercando di omologarsi al sistema!! Un’assurdità dentro la quale si cerca maldestramente di rientrare quando si ha bisogno di certezze. Per scacciare quella brutta sensazione di essere strani e diversi si va alla ricerca di provare ad appartenere a quella cerchia immaginaria dove si crede di poter finalmente star bene con se stessi. E allora ci comportiamo in un modo che non ci appartiene. Ridiamo per cose che non ci fanno ridere. Ci vestiamo in un modo che non ci piace. Ci adattiamo alle tradizioni che non comprendiamo. Inseguiamo modelli che non ci rappresentano! Tutto questo ci porta a non sentirci mai davvero realizzati. E non succede casualmente: l’omologazione genera una costante insoddisfazione, quella che poi alimenta il motore dell’economia imposta dal sistema delle multinazionali.

Si acquistano cose di cui non abbiamo bisogno e solo per impressionare. È una spirale di consumismo che non porta da nessuna parte e che alla lunga non fa altro che aumentare l’insoddisfazione. Visto che questo sistema funziona alla perfezione per chi si trova dall’altra parte della barricata, come le multinazionali che generano fatturati miliardari e decidono cosa dobbiamo vedere ogni giorno nelle pubblicità in tv o sullo schermo del nostro smartphone, vorrei ricordare che nessuno “dall’alto” ci indurrà nel pensare e ragionare da persone libere. Nessuno verrà mai incoraggiato a essere se stesso, perché da ribelli, come io lo sono, non faranno mai girare l’economia ma faranno girare qualcos’altro che per galanteria meglio non dire. Ognuno di noi è unico ed è proprio questo aspetto a renderci meravigliosi. La paura di essere giudicati ci spinge ad omologarci e perdere la nostra identità, ed è in quel momento che iniziamo lentamente a morire, a scomparire e a non riconoscersi più.

Non c’è nulla di sbagliato in nessuno di noi. Non c’è nessuna guerra da combattere, se non quella che la nostra mente si inventa. Non ha senso indossare un’armatura per nascondere agli altri chi si è veramente! Alla fine è solo la paura di essere giudicati e isolati che spinge molti a omologarsi. Lo si dà addirittura per scontato, come se fosse la cosa più normale e naturale. Però non ci si rende conto che tutto ciò ci porta a scomparire fino a non riconoscersi più. In molti barattano propria identità con l’illusoria sicurezza ed ecco che a quel punto si perdono tutte le sfumature tanto da vivere in bianco e nero. È una fregatura, ed è pure pericolosa, perché ci porta a distinguere le persone in categorie ( come è stato con le varie emergenze succedutesi ) Quelli “giusti” e quelli “sbagliati“, il “noi” e il “loro”. In verità è che ognuno di noi è davvero unico. Non sono mai esistite due persone identiche nell’intera umanità. Nessuno è ciò che la società ci vuole etichettare.

Non siamo il nome e il cognome che non abbiamo potuto scegliere. Non siamo la scuola che ci hanno obbligato a frequentare. Non siamo la religione che ci hanno imposto. Non siamo l’aspettativa che la famiglia aveva per noi. Noi non siamo un numero ma un’opera d’arte. E non siamo destinati al nulla se non a quello che noi stessi abbiamo deciso di essere. Noi rappresentiamo il nostro stesso destino. La vera identità la si trova solamente nelle scelte che prendiamo consapevolmente da persone libere e non indicizzate... Ad maiora ...

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