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Piano Mantova?



Caro Sindaco Palazzi … sburocratizzare? Partiamo dalla riforma degli organi Istituzionali a tutti livelli Cosa dovrebbe fare il Comune? Semplicemente un piano di digitalizzazione e strutturale dei servizi, ridurre le tasse locali alle imprese.

E’ comprensibile lo stato emotivo e di preoccupazione del Sindaco Palazzi. Come è altresì innegabile che il Coronavirus abbia sancito un nuovo scenario socio-economico-politico con ricadute pesanti nell’ambito territoriale. Di certo non basteranno le misure tampone adottate dal Governo per arginare le ricadute economiche negative della crisi sulle diverse categorie sociali, economiche e produttive. Ma è pur evidente che le responsabilità e il bastone di comando di questa crisi restano saldamente nelle mani del Governo e della Regione Lombardia.

Un amministrazione Comunale non potrà far altro che ridurre le tasse locali e adoperarsi da subito ad investire risorse per digitalizzare e ristrutturare tutti i settori di sua competenza. Ottimizzare e rendere più fruibile il servizio al cittadino e alle imprese. Educare e fare investimenti strutturali perchè la cittadinanza tutta possa far uso della tecnologia. La ripartenza, mi riferisco ovviamente alla fase due e a seguire, spetta al Governo e alle Regioni. Serve un nuovo modello di sviluppo ripensando soprattutto al valore dei servizi pubblici essenziali e alla persona. Le azioni che si metteranno in campo per gestire l'emergenza condizioneranno il modo in cui ne usciremo. Strategiche diverranno l’uso delle tecnologie digitali, dell'informazione e della comunicazione. Siamo in una fase di grande cambiamento epocale e grande è l’opportunità per colmare alcuni vuoti e limiti strutturali storici emersi nel corso di tale l'emergenza sanitaria. Cito per esempio la sanità, la scuola, l'infrastruttura digitale e il welfare. Ma soprattutto la semplificazione amministrativa si è rilevata importante in molte situazioni adottate nella fase emergenziale. Importante è lo snellimento dei passaggi istituzionali e politici. Mi riferisco all’attuazione di una vera riforma al titolo V della Costituzione che metta mano alla semplificazione e al riordino degli organi istituzionali e politici valorizzando altresì le autonomie locali ( il vero motore dello sviluppo territoriale e culturale ) Troppi gli Enti inutili e molti dei quali impiegano personale senza svolgere alcuna funzione, gestiscono sedi fantasma, ricevono finanziamenti per finalità che non svolgono più o non hanno mai svolto.

Eliminandoli si otterrebbero miliardi di euro di risparmi. Dobbiamo imparare a convivere con regole che rendano compatibile l'emergenza sanitaria con quella economica. Dobbiamo maturare una nuova coscienza politica collettiva e non individuale. Concludo con una frase di Salvatore Settis:

il bene comune vuol dire coltivare una visione lungimirante, vuol dire investire sul futuro, vuol dire preoccuparsi della comunità dei cittadini, vuol dire anteporre l’interesse a lungo termine di tutti, vuol dire prestare prioritariamente attenzione ai giovani, alla loro formazione e alle loro necessità, vuol dire anteporre l’eredità che dobbiamo consegnare alle generazioni future all’istinto primordiale di divorare tutto e subito.



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