News

Un tumore che non lascia scampo e, salvo novità nella ricerca, non dà prospettive di vita lunghe. Implacabile e spietato, il tumore, raro, figlio di un’esposizione all’amianto. Già, perché Franco Di Mare, che in tanti ricorderanno come conduttore dei contenitori mattutini del servizio pubblico, è stato per anni, per le reti nazionali, inviato di guerra. Per questo, giustamente, ha richiesto lo stato di servizio. Purtroppo, anche nel conflitto bellico tra Russia e Ucraina si prospetta l’uso di proiettili all’uranio impoverito.
L’uso di questi proiettili determina la contaminazione di aria, acqua e suolo. L’impatto di questi proiettili sulla salute umana è stato già devastante anche per coloro che hanno solo messo piede dove sono stati deflagrati. Ne è un esempio la storia dei nostri militari, uomini dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica. Al loro rientro in patria la maggior parte si sono ammalati e molti di loro sono deceduti. L’uranio impoverito è uno scarto del procedimento di arricchimento dell’uranio. L’uranio è un metallo pesante. Dove si trova l’uranio? In piccole quantità nelle rocce, nel suolo, ma anche nell’acqua e nei cibi.
È un’elemento chimico tossico e radioattivo. Trova impiego come combustibile nei reattori nucleari e nella realizzazione di armi nucleari. L’uranio impoverito, si utilizzò per rendere le corazzature dei carri armati particolarmente resistenti e per costruire munizioni anticarro. Lo scontro nucleare è ormai "a un passo".
Le armi perforanti contenenti uranio impoverito - bombe o granate per tank che siano - restano in dotazione a diversi Paesi del mondo, malgrado le polemiche sulla legalità del loro utilizzo in scenari di guerra passati. In ogni caso non sarei sorpreso da nulla, perché si è completamente perso il senso dell'orientamento riguardo alle loro azioni e al modo in cui minano la stabilità strategica in tutto il mondo. Le armi all'uranio impoverito sono solo l'ultimo capitolo di una tensione senza fine tra il Cremlino e l'Occidente, mentre in Ucraina la guerra non vede tregua.