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L'italia è davvero una democrazia?




Anche se resta un mio pensiero credo che la nostra sia una democrazia apparente, più formale che sostanziale. In verità la democrazia funziona solo dove c'è senso civico, rispetto, responsabilità. 




Tutti si lamentano dello Stato, dei politici, della burocrazia. Ma la verità è che lo Stato siamo noi. Il nostro è un paese di gente che vive di bonus, di sussidi, di raccomandazioni. Gente che pretende. Il lavoro non è visto come dignità, ma come punizione. "Studia, se non vai a lavorare". Ce l'hanno insegnato così o no? Come se il lavoro fosse un fallimento.


E da lì è nato tutto: il mito del "povero" che si arrangia, del "figlio di" che fa carriera, del "tanto lo fanno tutti". La democrazia non è solo libertà, è responsabilità, disciplina, rispetto delle regole, senso dello Stato. E in Italia ognuno pensa solo al suo tornaconto, alla sua parcella, alla sua furbata del giorno. Vuole i diritti e non i doveri.


Vuole la liberta, ma non vuole le conseguenze. E il risultato qual è? Un paese bloccato, corrotto, pigro, lamentoso, dove chi lavora viene punito e chi si lamenta viene premiato. Un paese che non vuole cambiare, perché cambiare richiede fatica, e la fatica spaventa. Gli italiani non si meritano la democrazia, si meritano di essere governati col bastone, perché da soli non sono capaci di reggersi.


E finché continueremo a comportarci da sudditi, avremo sempre dei padroni. È ragionevole pensare allora che gli eversori sono spesso al potere ed agiscono nella legalità formale e i sovversivi sono spesso solo ubbidienti assetati di giustizia che si ostinano a pensare che la Costituzione non sia una reliquia ma il battito cardiaco della democrazia.

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