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Ovviamente mi astengo da ogni commento in ordine alle motivazioni che hanno indotto il Tribunale dei Ministri a decidere di archiviare il procedimento a carico dell’ex ministro della Salute, pur non omettendo di osservare che da quando la Corte Costituzionale decidendo su questioni collegate all’emergenza sanitaria, ha introdotto il principio innovativo, ma inquietante che le sue decisioni possono essere adottate applicando la scienza, quella ufficiale e non il diritto, anche le decisioni dei nostri magistrati si stanno allontanando sempre di più dalla mera applicazione della legge e delle regole del diritto, creando un vuoto tra i cittadini e le istituzioni in materia di giustizia. Guardando le cose al di fuori delle risultanze processuali, i cittadini stanno assistendo a continui eventi avversi e a decessi per improvvisi malori che i media non riescono più a nascondere, anche se non vengono disposti gli esami autoptici per accertare il nesso di causalità tra vaccinazioni e le morti improvvise.
In un Paese che dicasi democratico sarebbero state eseguite le autopsie fin dai primi decessi improvvisi, ma tutto questo non è avvenuto e non avviene. Avviene infatti che al giorno d’oggi, pur in presenza di sufficienti prove e di indizi gravi, univoci, precisi e concordanti, i magistrati italiani sempre più spesso preferiscono non promuovere l’azione penale nei confronti di chi, con improntitudine e certezza dell’impunità, ha violato e continua a violare la legge penale.
Sarebbe molto importante e significativo per la tenuta del nostro sistema che i magistrati italiani, nel rispetto del principio di legalità, che è un principio cardine di tutti gli ordinamenti democratici e degli stati di diritto, promuovessero, tutte le azioni penali necessarie, applicando senza esitazione le leggi vigenti, anche se gli indagati rappresentano dei poteri economicamente forti, oppure sono protetti da potenti lobby.
E’ questo quello che si aspetta dalla magistratura il cittadino comune che deve poter credere sempre nella giustizia uguale per tutti e nel rispetto delle leggi vigenti nel nostro Stato ed ha bisogno di esempi, di rigore e di autorevolezza da parte di chi è preposto a particolari delicate funzioni pubbliche.