News

I giornali di carta sono stati una meravigliosa invenzione all’epoca. Grazie ad essi si sono fatte rivoluzioni, affermati diritti civili, combattuto i prepotenti, controllato i potenti. Era prassi per chi cominciava la giornata al mattino sfogliare il quotidiano al bar gustando un buon caffè.
Oggi il tutto è sostituito dal clic sul dispositivo smartphone per scorrere le notifiche social e online. Con l’avvento del web è cambiato tutto. Si è semplicemente spostato altrove. Perché è successo? Perché le cose a un certo punto cambiano. Era inevitabile? Probabilmente sì. E’ un fattore ciclico che ha interessato qualsiasi altro fattore di vita. Pure la musica. Ma guai a perdere i necrologi. In molti infatti non hanno perso questo rito quotidiano. Forse perché è rimasto ancora buon modo per intavolare un dialogo? Probabile. Ma quale allora il futuro dell’editoria? In un Paese in cui la lettura fatica a crescere occorre ripensare a nuove strategie. In definitiva si ricorra al sensazionalismo. Più sensazionalismo, più allarmismo, più estremismo e più si diventa “virali”. Questa mossa seppur devastante sotto il profilo dell’autorevolezza, della capacità di costruire un senso hanno poi seguito ciò che gli algoritmi chiedevano. In questo modo si è raggranellato un po’ di “traffico” per far girare un po’ di pubblicità ma in cambio si è perso l’anima e l’etica del giornalismo puro. Questa trasformazione ha avuto effetti collaterali tutt’altro che trascurabili. La viralità dei contenuti in rete infatti poggia spesso su due sentimenti quali la paura, la rabbia e l’indignazione. L’irrompere poi delle fake news sui social network ha avuto un effetto dirompente ovvero quello di influenzare e distorcere la percezione della realtà, orientando le opinioni pubbliche, polarizzando i dibattiti e spingendo le persone a compiere scelte sbagliate o basate su dati inesistenti. Come ultima novità ecco arrivata l’intelligenza artificiale generativa che genera, appunto, riassunti istantanei di qualunque notizia. L’utente si fissa sull’”overview” che tradotto in italiano vuol significare principalmente alla sintesi di qualsiasi notizia e senza fare sforzi mentali. Perché del resto uno dovrebbe andarsi a cercare un contenuto ulteriore che nel migliore dei casi è superficiale? Ma la crisi dei giornali come imprese editoriali non è al pari della crisi dei giornalisti. Molti giornalisti hanno trovato strade più efficaci per fare il loro mestiere. Molti gli esempi di startup editoriali di successo. Mi riferisco a piattaforme che forniscono a singoli giornalisti l’opportunità di creare comunità di lettori o ascoltatori anche paganti su contenuti prodotti da ciascuno. La più nota è Substack: fondata nel 2017, che conta milioni di utenti. Insomma per farla breve non c’è immagine più lampante della perdita di centralità dei giornali di carta in Italia come se fosse evidente ormai che passare nelle cattedrali vuote non è più il modo migliore per parlare ai fedeli.