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La sovranita’ nel contesto storico e politico a fronte dell' ingresso nell’unione europea




La Sovranità? La sovranità appartiene al popolo. Così recita l’inizio del primo articolo della Costituzione italiana. Questo principio fondamentale afferma che il potere sovrano, cioè il potere ultimo di decidere, risiede nel popolo italiano. Tuttavia, questo potere non è esercitato in modo assoluto, ma "nelle forme e nei limiti della Costituzione". 


In altre parole, il popolo italiano esercita la sovranità attraverso le istituzioni democratiche previste dalla Costituzione, come il Parlamento eletto e il Governo, oltre che tramite forme di democrazia diretta come i referendum. Il principio di sovranità popolare è quindi strettamente legato al concetto di democrazia e alla partecipazione dei cittadini alla vita politica del paese.

Quindi, non c'è una singola figura che possa essere definita come l'unico "combattente" per la sovranità, ma piuttosto un insieme di persone e movimenti che, nel corso della storia, hanno contribuito a definire e difendere l'indipendenza e la sovranità dell'Italia. A partire da Alcide De Gasperi, quale allora Presidente del Consiglio italiano, giocò un ruolo cruciale nel ristabilimento della sovranità italiana dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il suo governo, formato da coalizioni e attivo tra il 1945 e il 1953, affrontò la difficile transizione dal regime fascista alla democrazia, negoziando con le potenze alleate e lavorando per la ricostruzione del paese. Altro personaggio storico è stato l’imprenditore Enrico Mattei. Quest’ultimo si è battuto molto per avere l’indipendenza energetica. Ucciso su commissione? È una vicenda storica quella dell'uccisione di Enrico Mattei. Secondo alcune ricostruzioni, Mattei sarebbe stato vittima di un omicidio politico motivato dalla politica energetica “terzomondista” e “anticolonialista” dell’Eni, da lui guidata, in un periodo storico dominato dalla Guerra fredda tra Stati Uniti e Unione sovietica e dalla decolonizzazione. Se poi andiamo avanti nel tempo possiamo anche ripercorrere la vicenda di Aldo Moro. Aldo Moro è stato ucciso perché voleva cambiare il quadro politico italiano facendo unire in qualche modo dialogare le due più grandi forze politiche che rappresentavano l’ottanta per cento dell’elettorato italiano. Moro morì come figura storica e politica quando venne fuori con drammatica rilevanza il fatto che in Italia senza il Pci non si poteva impostare una strategia, non solo governativa.

È partendo da questo presupposto, dunque, che si scatenarono quelle dinamiche culminate con il rapimento e l’uccisione del presidente della Democrazia Cristiana. Se poi vogliamo andare più vicino ai giorni nostri possiamo anche parlare di Bettino Craxi. Bisogna riconoscere a Bettino Craxi che ha saputo, almeno in un frangente, quello di Sigonella, dove gli americani, i marines americani avevano circondato un aereo che proveniva da un altro paese volevano esercitare la sovranità nel nostro paese. Bettino Craxi ha detto di “NO” a questo esercizio fuori luogo dalla sovranità americana in Italia e fece circondare i Marines della Delta Force dai carabinieri dalla vigilanza aeronautica militare.

Si era arrivati quasi vicino a uno scontro a fuoco. E in quel momento Craxi ha esercitato la sovranità nel nostro paese e l'ha pagò cara. Perché non pensiate che mani pulite nei confronti di Craxi sia arrivata solo perché c'era qualche mariolo in quel partito. E se volessimo addirittura arrivare ai quasi tempi nostri sulla vicenda Berlusconi!? C’è chi crede ancora che abbia avuto i problemi giudiziari per le olgettine? Berlusconi ha avuto i problemi giudiziari perché ha tentato una strada di sovranità in qualche modo dal punto di vista politico ed energetico: il gas con Gheddafi, il gas con Putin e il petrolio con Gheddafi. Questo è il motivo vero per cui Berlusconi.

La sovranità del nostro paese si paga cara e il corso della storia del nostro paese dice che ci sono stati dei martiri, delle persone che hanno saputo tenere la schiena diritta. È una cosa importante, direi che ne vale la pena ricordare. L'ingresso nell'Unione Europea ha comportato certamente una limitazione della sovranità del nostro paese consentendo all'UE di legiferare e prendere decisioni in specifici settori, come l'economia, la politica commerciale e, in parte, la politica estera. E non è cosa di poco conto!! In un certo senso, oggi siamo nuovamente a quel bivio, che ruota intorno alla concezione di sovranità.

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