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Ovviamentesono scelte politiche ma molto discutibili. Un’amministrazione organizzata ed efficiente non ha alcuna ragione per appaltare o delocalizzare servizi di pubblica utilità, che, in attività simili, potrebbero non raggiungeregli stessi risultati.
Tutto ciò sarebbe opportuno che avvenissesolo se i cittadini, destinatari dei servizi, sono protagonisti e compartecipanti sia nella valutazione delle organizzazioni pubbliche e sia in relazione alla qualità dei servizi e delle prestazionianche se principalmente spettante a Organismi Indipendenti di Valutazione che devono supportare, assistere e sorvegliare l’organo di indirizzo politico, al quale deve spettare il compito finale della valutazione.
Non vadano, quindi, ricercate soluzioni allocate in organismi o strutture poste al di fuori dell’amministrazione deresponsabilizzando la politica che deve invece indirizzare l’azione amministrativa, determinare gli obiettivi strategici e quindi valorizzarel’apparato Istituzionale ed i suoi dipendentidirigenza inclusa.
Una buona amministrazione pubblica dovrebbesempre effettuare confronti delle performance ottenute tra amministrazioni, aziende ed unità organizzative simili o comunque confrontabili, anche dislocate sul territorio e validarne l’efficacia e l’efficienza degli strumenti e dei processi di valutazione interna, al fine di risolvere eventuali problemi di autoreferenzialità. L’amministrazione pubblica oggi non ha bisogno di riforme legislative.
Basterebbe attuare le riforme e i necessari cambiamenti in via amministrativaimplementando eriformando l’apparato interno all’Ente e delocalizzandosoltanto iservizi accessori. In verità sono molto dubbioso sullaverifica e il controllo sull’attuazione e sulla qualità dei servizi e sulla indipendenza della dirigenza pubblica rispetto alla politica; manca una politica che sappia definire gli obiettivi e valutare, con il contributo dei cittadini, il loro raggiungimento con il miglioramento della qualità dei servizi cui legare una parte consistente della retribuzione della dirigenza e dei dipendenti; manca l’investimento di risorse sulla formazione dei dipendenti pubblici e il ricambio generazionale con nuove e moderne professionalità in relazione ai nuovi fabbisogni.
Questi dovrebbero essere gliobiettivi diu n’Amministrazione pubblica efficiente e moderna, impegnata con grande spirito di servizio e nell’interesse della collettività, coniugando i diritti dei lavoratori con i diritti dei cittadini per avere sempre servizi migliori erogati dalle pubbliche amministrazioni per un mercato moderno del lavoro a tutela dei lavoratori, ma senza tralasciare, rifiutando soluzioni assistenziali, chi è fuori dal mondo produttivo, come i disoccupati e i giovani, che non hanno rappresentanza e la forza per far sentire la propria voce, ed ai quali chi dovrebbe, per il proprio ruolo, non presta la dovuta attenzione.