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La polizia locale – una figura professionale in attesa di una vera riforma legislativa




Attualmente la Polizia locale viene vista come se operasse su un altro fronte rispetto a quello delle altre forze di Polizia. Questo poiché le forze di Polizia dello Stato si sono spostate come linea di intervento, sempre più verso gli illeciti di tipo penale, i più gravi. In qualche modo esse hanno acquisito esclusivamente un ruolo di tutela dell’ordine pubblico, di difesa della società da eventi criminosi. 


La Polizia Locale opera pertanto nell'area del vivere quotidiano, nell'area della prevenzione e repressione delle miriadi di illeciti non gravi, che ogni giorno vengono compiuti. Quando parlavo del mio lavoro, avendo ricoperto il ruolo di agente della Polizia Locale ad oggi collocato a riposo per raggiunti limiti di età, solitamente le persone additavano il “vigile” come a quella figura dedita di solito a redigere multe al codice stradale.

Ci si accorge dunque come la professione di Polizia locale sia rimasta legata, nell’immaginario collettivo, a vecchi stereotipi che non rendono giustizia della complessità del lavoro che è chiamata a svolgere e delle competenze variegate e richieste per rispondere alle domande della comunità. Pochi, infatti, conoscono l’arricchimento di competenze e la mission professionale che la polizia locale ha conosciuto negli ultimi venti anni. Da qui nasce l’esigenza di una maggiore acquisizione di competenze non solo tecniche, ma soprattutto relazionali e comunicative perché gli sia riconosciuta una propria professionalità. Il promuovere la propria attività, non solo con le iniziative di educazione stradale e di incontri informativi su argomenti di attualità, consolida e rafforza certamente il rapporto con la cittadinanza.

Con queste considerazioni vorrei sottolineare lo spirito di questa tesi di approfondimento che è quello di far conoscere il ruolo attuale della Polizia locale superando lo stereotipo macchiettistico di Otello Celletti, simpatico ma decisamente desueto, interpretato dal mitico Alberto Sordi. Alla luce di quanto detto si necessita di una vera riforma della Polizia locale e proprio per aver esercitato mansioni di sindacalista nonché ex presidente dell’Associazione Interregionale di Polizia Locale. Il riordino delle Forze di Polizia è pertanto quanto mai urgente per il buon andamento dell’azione giuridico- amministrativa. Tuttavia, a mio parere, sarebbe bene non snaturare la specificità identitaria dell’allora figura di vigile urbano, che deriva da una lunga tradizione storica anche per effetto della diretta appartenenza all’ente comunale, che costituzionalmente è preposto a risolvere le innumerevoli criticità socio-territoriali. La conoscenza del territorio, la competenza su aspetti di rilevanza tecnica ed amministrativa rappresentano ancor oggi il Know-How della Polizia locale. La figura del “Vigile di quartiere” sarebbe quanto meno più che ottimale e propositiva in tal senso. La capacità di mediare, in una società in continua evoluzione socio- culturale, pone gli operatori di Polizia locale, in un’ottica di significativa valenza e conoscenza del territorio.

La Polizia locale deve finalmente trovare un nuovo assetto di certezza del ruolo, basato su competenze certamente da implementare, ma evitando l’esasperazione di modelli miranti alla riproposizione tout court di una “sesta forza di polizia”. Nell’attesa di una riforma organica dell’ordinamento della Polizia locale a mio avviso intanto occorrerebbe aggiornare alcuni aspetti dell’attuale legislazione.

Un punto nodale ancora irrisolto risulta la situazione contrattuale: il personale della Polizia locale da tempo fa parte del comparto enti locali. Non esiste pertanto una contrattazione specifica per questo settore, per cui il trattamento retributivo è lo stesso del personale amministrativo, salvo un’indennità specifica. Sempre all’interno dell’ente di appartenenza sarebbe doveroso valorizzare la specificità della figura dell’operatore di vigilanza che lavora sul territorio nei giorni di festa, il sabato, la domenica e negli orari serali e notturni. Se si vuole che la Polizia Locale acquisisca un ruolo ben determinato nella società è necessario curare costantemente l’aspetto comunicativo e far conoscere alla cittadinanza il lavoro quotidianamente svolto. E’ importante in quanto la condivisione della mission e degli obiettivi professionali contribuisce all’incremento motivazionale del personale.

Ricordo che la Polizia locale dispone delle medesime funzioni istituzionali delle altre forze di polizia, con alcune limitazioni ad esempio il limite territoriale e sempre più spesso è chiamata ad affrontare situazioni di rischio. Infine con molta passione dedico un sincero plauso ai colleghi che, malgrado le condizioni lavorative e di immagine collettiva in cui versa la categoria, continuano ad operare con serietà e professionalità, con sprezzo del pericolo e sacrificio della vita privata a favore del bene pubblico. E’ in questi casi che si può parlare davvero di senso del dovere e amore per la propria professione. 

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