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La manipolazione dell’informazione e la strategia della paura




Oggi dire che la nostra società è governata e si regge sulla menzogna è a tal punto banale e scontato che nessuno ormai ci fa mai più caso. Mai nella storia non è mai stata così capillare e penetrante come ai giorni nostri. Mistificatori e millantatori sono i nuovi delatori di professione presenti trasversalmente in ogni campo, non solo nei mezzi di informazione mainstream, ma anche nella informazione cosiddetta alternativa. 


Esistono nella politica, nella medicina, tra gli uomini di scienza, tra gli uomini cosiddetti di cultura, al servizio permanente di pochissimi eletti potenti. E nonostante il pericolo, per le nostre più elementari libertà è accettato dalla maggioranza delle persone come un fatto ormai imprescindibile. Com'è potuto accadere tutto questo? Da dove viene l'apatia di una società che ha rinunciato a pensare? John Lennon cantava “nothing is real” ovvero niente è reale. Non è reale la politica. Non è reale l’informazione.

Quale verità possono avere promesse e slogan elettorali di fatto mai mantenute se non a livello sovranazionale da un “elite di persone” facenti parte del sistema finanziario. E provate a pensarci. Non sono reali nemmeno i nostri gusti, le nostre idee. Siamo giorno per giorno indottrinati. Le nostre menti plasmate. Le nostre idee suggerite. Viviamo in un “reality show globale”, in ogni parte del pianeta. Con la medesima finalità di manipolare, polarizzare, propagandare e controllare la popolazione. E così veniamo di volta in volta intrattenuti, distratti, indignati e soprattutto polarizzati.

Ovviamente divisi in poli contrapposti. Mi fa sorridere, il pensare alla "Tivù buona maestra" quale era all’epoca di Alberto Manzi nell’esercizio del pensiero e per il pensiero. Fateci caso, oggi cosa è la tivù!? Un gigantesco insieme di reality show. Diventa assai arduo distinguere tra ciò che è reale e ciò che è una farsa. Siamo le cavie di un esperimento sul come controllare la popolazione e portare avanti un'agenda politica senza troppa opposizione. E come si convince un'intera popolazione a marciare volontariamente e velocemente verso l’abisso della subordinazione? Con la paura, ovviamente !! La paura è destinata ad accompagnarci sempre. La paura per la nostra salute. La paura per la nostra sicurezza. La paura per i nostri risparmi. La paura per la nostra sopravvivenza.

Ed ecco comparire con immancabile puntualità le crisi nazionali, le pandemie globali, gli attacchi terroristici, le guerre fratricide, i disastri naturali e le miserie umane degli omicidi di genere. E una volta consumati dalla paura, smettiamo di pensare. E una popolazione che smette di pensare con la propria testa è facilmente manipolabile e facilmente controllabile. L’incitamento alla paura è strategicamente un elemento chiave. Al mainstream è affidato il compito di reprimere sul nascere ogni pensiero critico. Ai giganti dei social media spetta il compito di censurare qualsiasi rigurgito critico bollandolo come dissenziente. È arrivato il momento di cambiare canale, prima che sia troppo tardi, di schifare questi reality nella vita reale, così come nella tivù. Di smettere di lasciare che altri pensino per noi. Di mettere da parte la pigrizia, la comodità e di tornare a difendere l'umano. Di reagire alla minaccia reale dello stato di autocrazia che ovunque sta prendendo il sopravvento.

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