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Valorizzare la qualità con azioni innovative di politica attiva, adatte al contesto economico e sociale del territorio incentivando i negozianti a creare sinergie con altre forme di attività, tipiche, artigianali, artistiche, utili a impreziosire la città laddove multinazionali e grandi gruppi difficilmente arrivano.
I centri logistici, medie e grandi strutture di vendita sono da rimettere sotto controllo. Altro passo da affrontare è la valorizzazione del partenariato. Non si può sempre lasciare all’iniziativa di pochi illuminati amministratori e delle Associazioni il contrasto di ciò che non funziona.
Occorre tornare a parlare insieme di pianificazione del commercio. Vent’anni fa serviva liberalizzare oggi invece occorre proteggere gli esercizi che svolgono un servizio alla comunità. L'amministrazione comunale deve tornare a poter ristabilire le regole per l’insediamento di nuove attività, mettendo l’interesse della comunità al di sopra di quello del privato cittadino. Non le chiameremo più tabelle merceologiche ma dobbiamo prevedere cosa serve e come favorirlo.
Ritorno al passato?
Forse. Anche però un grande salto nel futuro. Una città che ama definirsi green e Smart ha bisogno di recuperare il commercio e la qualità della vita.