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Il Volontariato .. tra etica e digitalizzazione




Il Volontariato è una componente strutturale del panorama sociale mantovano, sia in riferimento alle persone che operano con gratuità a fini di solidarietà che per il numero di associazioni attive esistenti nonostante il periodo difficile del Covid. 


Oggi si assiste ad una maggiore complessità nell’organizzazione interna delle associazioni anche in conseguenza del nuovo Codice del Terzo Settore legge 117 del 2017. È malgrado questi processi evolutivi che si iniziano a cogliere nel volontariato parecchie criticità. L’identità rispetto al ruolo si intreccia in maniera forte, perché la deriva a cui assistiamo ha fatto perdere il valore sociale di quello che facciamo perché storicamente. Il volontariato è stato ed è tuttora un qualcosa che è servito a tappare i buchi delle mancanze delle pubbliche amministrazioni.

Lo spirito volontaristico si è supplito alla mancanza di risorse per raggiungere l’obiettivo che si voleva perseguire nell’erogazione dei servizi in particolare di quelli sociali. Viviamo in un'epoca digitalizzata, in cui le persone esprimono i propri sentimenti sempre più in maniera virtuale. Purtroppo questo trend non è mai accompagnato da una presa di coscienza adeguata a gestire la conversione in codice algoritmico di sensazioni, interpretazioni e reazioni.

Ma come potrebbe mai esserlo? Le tecniche consce ed inconsce con cui percepiamo la vita quotidiana si sono formate con ritmi lenti e naturali dell’evoluzione. La continua ricerca di benessere ci ha trasportato a sviluppare tecniche sempre più efficienti per risolvere i nostri problemi, e probabilmente l’informatica rappresenta l’esempio più eclatante. Siamo arrivati al punto di digitalizzare di tutto, tanto da essere in grado di tracciare la nostra quotidianità, a partire dai nostri spostamenti, passando per le nostre relazioni, fino ad arrivare ai nostri gusti e probabilmente ai nostri sentimenti. In questo mondo digitale, valgono sempre più le regole della velocità e dell’immediatezza.

Tutto ciò che si presenta “complice” di processi lenti, o chi non si destreggia con la tecnologia (per esempio gli anziani), appartiene ad un passato poco meritevole di attenzione nel presente. Viviamo nell’epoca dove i giovani nelle aziende lavorano in maniera sempre più smart e con il tempo ci stanno convincendo inconsciamente che questa pratica si possa estendere a molti altri aspetti della vita. In gran parte è verità!! Quanti hanno aiutato genitori o nonni ad utilizzare lo smartphone, un PC o un elettrodomestico di ultima generazione, un APP per prenotare il turno alle Poste, a fare un 730 automatizzato sul sito dell’agenzia delle entrate o a ricercare risposte e soluzioni in internet? Questa evoluzione del mondo è stata molto più veloce dell’evoluzione naturale.

Per questo ci ritroviamo a valutare la realtà e ad utilizzare gli strumenti di oggi con dei sensi tarati per qualcosa di diverso. Per questo la vita reale, divenuta illusione di sé stessa nei social network, viene sintetizzata e accelerata per stare al passo delle regole sempre più diffuse del digitale, fino a spingerci alla mera esibizione di sé, alla disperata ricerca di un riconoscimento social (che di sociale ha gran poco), in risposta a stimoli naturali, che credono di interpretare qualcosa di diverso. Anche per questo la crisi del sociale è sempre più accentuata. Basterebbe osservarla (osservarci) nel vivere laddove è sempre più diffuso l’anonimato tra vicini di casa e sempre meno sono le occasioni di festa e di ritrovo. L'esempio più eclatante di questa crisi lo ritroviamo nell’interpretazione condivisa del Volontariato, che spinge tutti noi, sempre più, a considerare “Angeli” coloro che, potendolo fare, lo praticano, quando invece tale operato dovrebbe essere visto come dovere di ogni buon cittadino.

Finché non sarà così, la normalità verrà rappresentata inesorabilmente da coloro che si disinteressano del prossimo, che tendono all’egoismo, tra i quali vige la norma del "Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio". Questa visione diffusa è un chiaro segnale di quanto altruismo, socialità e mutuo aiuto vengano sottovalutati, quando, invece, rappresentano soluzioni efficaci ai mali della nostra società. Con passare del tempo vedremo come il volontariato rimarrà strettamente collegato al “Capitale Civico” rispetto a una società sempre più diffidente da tutto ciò che non è facilmente comprensibile e dimostrabile. 

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