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Flash Mob - Stop rete 5G a Mantova



SABATO 20 GIUGNO - ore 17 - Piazza Martiri di Belfiore

Sabato 20 Giugno ore 17 in Mantova - Piazza Martiri di Belfiore - il Comitato Civico Mantova Viva unitamente all’Alleanza Italiana Stop 5G promuove il Flash Mob STOP alla rete 5G invitando il Governo a non adottare il controverso documento della task force Colao, ai cittadini invitando i Sindaci a deliberare per lo Stop all’installazione antenne rete 5G e ai Comuni di continuare a difendere la salute pubblica vietando la pericolosa invasione elettromagnetica, in attesa di studi indipendenti sugli effetti ambientali e per denunciare la pericolosa deriva elettromagnetica contenuta nel dossier “INIZIATIVE PER IL RILANCIO – ITALIA 2020-2022”, redatto per il GOVERNO CONTE dal Comitato di esperti in materia economica e sociale guidato da VITTORIO COLAO, ex dirigente d’azienda e amministratore delegato della multinazionale delle telecomunicazioni Vodafone.

Il documento tecnico, che peraltro contiene un evidente e malizioso errore di calcolo relativamente ai limiti di esposizione, contiene infatti una serie di richieste che, se adottate, trasformerebbe gli italiani in vere e proprie CAVIE UMANE per una sperimentazione non solo tecnologica ma sanitaria che non ha precedenti nella storia dell’umanità; la popolazione verrebbe irradiata senza soluzione di continuità fino a 61 V/M DI CAMPO ELETTRICO emesse potenzialmente da milioni di nuove antenne per una sommatoria multipla e cumulativa di radiofrequenze da onde non ionizzanti, tra gli agenti cancerogeni per l’AGENZIA INTERNAZIONALE PER LA RICERCA SUL CANCRO che ne rivaluterà la classificazione oncogena entro il 2024.

Il dossier prevede poi di ESCLUDERE QUALSIASI FORMA DI OPPOSIZIONE LOCALE AL 5G, scontrandosi con il testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, con la consolidata giurisprudenza amministrativa in materia sanitaria (che vede nel Sindaco – ufficiale di Governo - la massima autorità garante della tutela della salute pubblica), con le prerogative urbanistiche riconosciute a Regioni e Comuni di localizzare gli impianti di radiodiffusione e telefonia mobile regolamentandone l’installazione nel proprio territorio come previsto dalla “LEGGE QUADRO SULL’INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO” N. 36/2001.
Stringendosi ai 346 SINDACI che hanno emanato ordinanze urgenti e contingibili fermando il pericoloso wireless di quinta generazione e ai 520 COMUNI D’ITALIA che hanno approvato atti amministrativi precauzionali, l’Alleanza Italiana Stop 5G rinnova così l’invito a tutti i Sindaci d’Italia a continuare ad emanare provvedimenti contingibili e urgenti atipici per tutelare la salute dei cittadini, invitando tutti i Consigli Comunali e Regionali ad adottare urgenti provvedimenti in difesa della salute pubblica, anche promuovendo il co-finanziamento pubblico di uno studio scientifico indipendente, cioè slegato dall’industria, in grado di chiarire gli effetti ambientali e sociosanitari non termici, biologici e a medio-lungo termine delle inesplorate radiofrequenze.

CONSEGNATE AL MINISTERO DELLA SALUTE 340.000 FIRME DI CITTADINI RICHIEDENTI UNA MORATORIA NAZIONALE SUL 5G E ALL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ UN DOSSIER SULL’INADEGUATEZZA DEL RAPPORTO ISTISAN 19/11 A TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA, l’Alleanza Italiana Stop 5G s’appella quindi al Governo Conte chiedendo:

* di valutare negativamente e non adottare le “Iniziative per il rilancio – Italia 2020-2022” redatte dal Comitato di esperti in materia economica e sociale guidato da Vittorio Colao, destituendone l’incarico pubblico per evidente conflitto d’interessi curriculare

* di sospendere immediatamente qualsiasi forma di sperimentazione tecnologica del 5G e di ogni forma evoluta di 4G nelle città italiane, in attesa della produzione di evidenze scientifiche indipendenti sull’impatto, promuovendo la ricerca di tecnologie più sicure, meno pericolose ed alternative al wireless;

* di non innalzare gli attuali valori limite di legge nella soglia d’irradiazione elettromagnetica dei 6 V/m (0,1W/mq) nel caso di esposizioni in edifici adibiti a permanenze superiori a 4 ore, puntando sulla minimizzazione del rischio sanitario come indicato nei Report del Bioinitiative Group, dal Parlamento Europeo nella Risoluzione del 2009 e dall’Assemblea del Consiglio d’Europa con la Risoluzione n° 1815 del 2011.




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