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Si assiste ad una grande rappresentazione ovviamente in senso metaforico. Riappaiono, come all’epoca del Covid, filosofi, studiosi, psicoanalisti i quali poi, alla fine di ogni capitolo, l’obiettivo rimane sempre il trovare consensi. La crisi destabilizza, spaventa ed è generalmente intesa come qualcosa che ci stravolge con conseguenze negative. Per essere ancor più incisivi il dizionario riporta quanto segue: “Perturbazione o improvvisa modificazione nella vita, con effetti più o meno gravi e duraturi”. Si deve vivere la crisi come un’opportunità e in modo attivo e creativo.
Creatività non significa unire elementi esistenti con connessioni nuove? Connessioni SI nuove ma che profumano di libertà. È importante sottolineare che la crisi non è intesa solo in senso individuale, ma anche collettiva. Le nuove prospettive a cui una crisi può portare non sarebbero tali se si fosse rimasti in uno stato di stabilità e rassicurazione. Diversamente si potrà imparare a vivere la quotidianità in maniera simbolica. In questo vorrei farvi esplorare il tema del legame che esiste fra creatività e quello che viene definito “addolcimento”. Addolcire vorrebbe significare far emergere quella particolare miscela di emozioni, di sollecitudini, di curiosità, di coraggio, di capacità di prendersi cura di se stessi e degli altri, di costruire e di smontare rapporti, oggetti e progetti che rendono tale e meritevole il nostro viverci.
Questo vale sempre, e ancora di più quando, chiunque esso sia, si dovesse trovare a vivere l’esperienza di una “crisi”. Pensare alla creatività in un periodo che è dominato dalla “crisi” (economica, politica, ma prima ancora psicologica e spirituale) vorrebbe significare prendere posizione in una precisa direzione. Significa sostenere che in un periodo di gravi difficoltà essere creativi non è una possibilità, ma semmai una necessità. Non si tratta di un discorso consolatorio, ma di un atteggiamento consapevole alla cui base sta una concezione precisa: crisi può volere dire anche apertura a nuove, e fino a oggi non pensate, prospettive.