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A giugno tutti saremo chiamati per il rinnovo del Parlamento Europeo ma il partito che conterà più preferenze sarà quello degli astenuti. Questa nostra democrazia, vale la pena ricordarlo, è stata conquistata a fatica, con percorsi non sempre facili. Dobbiamo riconoscere chi con il sangue, le vite e le idee tenacemente non voleva essere più sottomesso ma libero di decidere.
Oggi tutto questo risulta stretto e sta diventando difficile. Ad aggravare la situazione la corsa inspiegabile a difendere minoranze al punto da far sorgere il sospetto che quest'ultime siano diventate strumenti al servizio di coloro che tentano di trovare nuovi “mercati”: lobby con cui stringere alleanze, ritratti da mostrare sui cartelloni elettorali, puro marketing. Il problema del NON voto non si riflette però solo sui risultati elettorali ma ha a che fare con le radici della libertà e della democrazia.
La persona comune insomma, senza aggettivi qualificativi e senza giri di parole, NON si sente più rappresentata. Non v’è dubbio che vadano tutelati i diritti di donne, dei minori, della comunità LGBT, degli ultimi e dei discriminati in vario modo ma NON bisognerebbe mai dimenticarsi del singolo e dei suoi diritti inalienabili anche se non corrisponde ai diritti degni di tutela, alla idea di elettore ideale non possedendo requisiti culturali specifici. Troppo spesso si parla dei diritti di gruppi senza porre la dovuta attenzione all’essere umano come singolo. Il politico che si presenta oggi sembra sempre difendere i suoi tanti aggettivi dimenticando i più, ovvero gli sconosciuti senza etichette e che tali vogliono rimanere. Certamente abbiamo sperperato tutto quello che era disponibile cancellando lo spirito d'impresa e popolando il suolo italico di assistiti.
Altra amara verità è che tecnici, tecnocrati, banchieri si sono succeduti al popolo regolamentando la nostra vita a suon di decreti legge e senza nulla chiedere!! Hanno tradito il sogno di tanti che con sacrificio e perseveranza hanno difeso la democrazia intralciando il nostro quotidiano oggi ancor più pesante e difficile.
Concludendo oggi ci ritroviamo con i cocci in mano, pur continuando a bramare il nostro messia politico. Ci dividiamo, litighiamo, fanatizziamo e rendiamo sempre più confusa e triste la nostra vita. Non è più il tempo di deleghe in bianco! Dobbiamo verificare di persona il mandato che noi affidiamo ai nostri eletti. Dobbiamo avere la consapevolezza di essere un popolo che NON ha più la licenza d’inseguire le chimere ma di misurare il futuro con la propria consapevolezza.