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Chissà perché, quando si tratta di tagli alla spesa pubblica subito si punta l’indice su pensioni, sanità ed istruzione?! La vera voragine economica si chiama “Regione”. Andando a rileggere i fatti di allora, mi riferisco agli anni 1965/1970, fu la Democrazia Cristiana a battersi in favore dell’istituto regionale, fedele alla sua impostazione ostile allo stato centrale.
Le sinistre votarono a favore solo per opportunità politica. Poi le parti si rovesciarono. La Dc che aveva saldamente conquistato il potere centrale, iniziò a chiedersi perché mai avrebbe dovuto delegarne una parte ad enti locali di cui alcuni, inevitabilmente, sarebbero caduti nelle mani delle sinistre. L’allora Pci, che temeva di essere escluso dal potere centrale, rivalutò l’idea del decentramento regionale, come un modo per conquistare quella parte di potere in contrapposizione alla Dc.
Le sinistre si convinsero così che le regioni avrebbero spezzato il centralismo burocratico e favorire l’introduzione di forme di proprietà collettiva. A distanza di 40 anni dall’avvio della riforma regionale possiamo solo che trarne un pessimo bilancio. A mio modo di vedere non pare ci sia stato alcun avvicinamento dei cittadini alla gestione della cosa pubblica (e tantomeno possiamo parlare di forme di democrazia diretta) quanto, piuttosto, la crescita ipertrofica di un ceto politico regionale che si aggiunge a quello nazionale e lo supera quanto a voracità.
Non si tratta solo dei circa 900 consiglieri regionali e dei relativi portaborse e “sotcaldera”, ma anche della miriade di enti collaterali i cui consigli di amministrazione sono lautamente gettonati e dell’onda montante dei consulenti che è un modo garbato per designare clienti, portatori di voti e galoppini d’alto bordo. Oltremodo la diversificazione legislativa fra le varie regioni c’è stata e non ha affatto prodotto alcuna attenuazione del dualismo economico del paese. Il divario esiste eccome !!
L’esercizio del potere legislativo ha accentuato le diseguaglianze fra cittadini, come è si dimostra in particolare nel settore della sanità, dove le prestazioni ospedaliere e la normativa sui ticket fanno registrare disparità del tutto ingiustificate. Ed allora iniziamo col prendere in seria considerazione la possibilità di abolire le Regioni e le migliaia di Enti inutili !!!