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La principale angoscia del nostro tempo è che le cose più importanti stanno avvenendo sopra il nostro capo. Non capiamo da dove provengono e molto spesso l’impressione è di disorientamento e di impotenza. E non è semplicemente questione di conservatori o progressisti, di destra o di sinistra, di buoni o cattivi. Questo processo evolutivo sembra avvenire al di sopra delle nostre volontà umane, anche se di fatto esistono dei responsabili e non solo politici: governi, élite tecnocratiche, militari, perfino farmaceutiche, alti burocrati, lobbies e gruppi di potere, manager globali, tycoon della finanza, comunicatori, e chiunque detenga un potere d’influenza reale.
Gli stessi giornali, la stessa tivù, giorno dopo giorno non fa altro che celebrare il trionfo della cosiddetta Intelligenza Artificiale. Non si rendono conto che stanno celebrando il fallimento dell’Intelligenza Umana, alla superfluità, alla subordinazione, alla sostituibilità. Tutto questo viene rappresentato nella narrazione globale come progresso. Una vita fatta di algoritmi, dalla mutazione genetica, dal reale al virtuale. Una sostituzione continua, a tutti i livelli. Viene destituito ogni pensiero a prescindere dalla tua libertà, viene rimossa la storia dopo aver liquidato la memoria, vengono cancellati i maestri dopo il degrado culturale, abbiamo reso l’insensato come una sorte di unica via di praticabilità.
Ci limitiamo ad una visione del reale al momento, senza altra chiave di spiegazione. La nostra società sta sprofondando nel nichilismo senza rendersi conto della sproporzione di visione di vita e nel dislivello tra la diagnosi e la prognosi. Chi mi legge potrebbe pensare ad un “fuori onda”. E perché no? Se sono in gioco i fondamenti del vivere umano e la sostituzione dell’umano perché negarlo? Manca il potere frenante di questo processo disfacente e inarrestabile che rischia di travolgere tutto e tutti. E’ certamente una visione apocalittica, lo riconosco.
Aggiungo pure che su questa visione pesa molto la vecchiaia del mondo e di chi l’osserva, incluso il sottoscritto. Non possiamo pensare di porre rimedio non senza una chiara visione dei fatti. La percezione è che ci limitiamo al lamento o ci riduciamo a cercare nel primo leader che non ci piace la causa dei mali che affliggono la nostra società. Concludendo non vorrei fare del gratuito paternalismo. La nostra vita che è fatta anche di tante cose anche belle, anche buone, felici perfino, quantomeno serene. Ed è per questo che la mia riflessione così aspra non induce alla disperazione. Ma è importante l’esser consapevoli nel vedere e nel pensare le cose.