Politica
Nel pieno di un conflitto militare Europeo ed energetico arriva la celebrazione del Primo Maggio. Sul viso delle persone noto più i timori che le speranze in memoria a quei lavoratori che per anni hanno saputo rappresentare e hanno lottato per garantire a tutti la più ampia possibilità di vivere liberi, salvaguardando diritti e dignità, prima di cedere il passo a egoismi e indifferenze.
Oggi come oggi ci accorgiamo che c’è ben poco da festeggiare: aumento indiscriminato del precariato e dipendenti sempre più risicati e anziani. Il posto fisso fino alla pensione non esiste più nemmeno nella pubblica amministrazione. Per non dire di quando saranno sbloccati i licenziamenti e ci sarà una nuova ondata di disoccupati. In uno stato in cui il diritto al lavoro è sancito dalla Costituzione e tutti, ma proprio tutti si riempiono la bocca di “politiche per il lavoro e la famiglia”.
I giovani devono spesso adattarsi a lavori precari e sottopagati. Sbeffeggiati da più governi che ci ha visti allungare il periodo lavorativo, allontanando quello della pensione senza una garanzia occupazionale per i giovani. Senza una linea guida e in assenza di vere riforme quali la Scuola/Lavoro. Tutte chiacchiere che non portano a niente, aggravate ancor più da continue emergenze sociali e dalla mancanza di serie politiche a sostegno dell’occupazione e della dignità del lavoro.
Ormai prigionieri delle APP e di una sfrenata intelligenza artificiale e robotica che sta radicalmente cambiano il mondo del lavoro a discapito e dell’occupazione da un aumento delle diseguaglianze sociali. Con chi prendersela se non con chi ci governa a prescindere dal colore politico.
Invece di prendere decisioni chiare e imboccare strade precise e definite, preferiscono speculare e strumentalizzare una battaglia non più ideale e di merito ma tesa solo a trovare un avversario per racimolare qualche voto. Se non si riesce a dare la colpa all’avversario la si può sempre dare alle continue e consolidate emergenze. Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è tuttora per molti tormento.