Politica

Maternità surrogata? Ma ne vogliamo parlare !!



A qualcuno/a potrebbe passare l’idea di una scienza medica in forte espansione e di sviluppo tanto da arrivare a fecondare i gameti (ovuli e spermatozoi) in laboratorio con il trasferimento dell’embrione nell’utero della madre surrogata per nove mesi per poi consegnarlo ai cosiddetti legittimi genitori. 


A rigor di morale e a mio avviso se un tale atto fosse compiuto non lo considererei altruistico.. anzi !! Tuttavia, le leggi dei paesi cosiddetti “sviluppati” consentono il ricorso alla maternità surrogata a pagamento, o meglio sarebbe il caso di dire che si dà il via libera alla maternità surrogata commerciale!!

Ed ecco il fiorire di centri di fecondazione in vitro in paesi ricchi come l’America e l’Australia: società di intermediazione con l’unico scopo di trovare madri surrogate in India, Nepal e Pakistan e in altri paesi dell’Est ( Ucraina, Georgia, Russia inclusi) con gravidanze a caro prezzo. Si parla quindi di svariate migliaia di Euro.

La questione dell’affitto delle funzioni riproduttive delle donne è seria e non senza molte obiezioni e contraddizioni !! Molte organizzazioni e non solo femministe sostengono che affittare le funzioni riproduttive di una donna sia una professione. Una visione questa che presuppone che corpo, organi e funzioni siano di proprietà e che, quindi, possano diventare oggetto di transazione economica ed essere immessi nel libero mercato!! Certamente, l'adozione di un bambino è un atto molto più nobile che può rendere giustizia ai quei bambini orfani !! L’idea che i nostri organi e le nostre funzioni biologiche siano soggetti ad una politica economicista capitalista è assai per me inquietante.

Anche l’idea che la donna surrogata decida liberamente e autonomamente di affittare le sue funzioni riproduttive è semplicistica. Le donne surrogate di solito provengono da paesi in via di sviluppo, dove regna poca o nessuna istruzione e con un’autostima ridotta a zero.

Così vengono facilmente assunte e sfruttate dalle aziende che trovano un sicuro profitto nel soddisfare i desideri dei loro ricchi clienti australiani e americani e non solo. Condivido appieno la morale secondo Kant secondo cui l ‘autonomia implica una scelta governata da leggi morali !! Con questo voglio altresì sottolineare che non posso scegliere di usare me stesso né altri solo come mezzo ma semmai come fine.

Perché così facendo si nega la mia e loro autonomia morale, riduttiva per me e per altri, violando la mia e loro dignità che abbiamo come esseri e non come stato di cose!! Si nega autonomamente l’ autonomia morale. Per questo la definirei “contraddizione” o “paradosso”. Una sorta di “alienazione morale”.

Spesso si vuol far credere che questo atto (riferito alla madre che porta in grembo il bambino) sia a lei indifferente. In realtà la madre surrogata si affeziona emotivamente ed in molti casi si rifiuta persino di consegnarlo ai cosiddetti legittimi genitori. Una vera condanna ed un vero abuso per l’ umanità sotto ogni profilo affettivo ed emotivo.


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