Politica
Questo Governo o meglio questa classe politica ha pensato all’attuale povertà in atto dovuta a più fattori quali pandemia e globalizzazione!? Come è possibile sottrarre risorse per finanziare il 2% a favore delle armi. E soprattutto che ne pensano gli italiani di questo conflitto!?
La mia è un evidentemente provocazione ma NON scherziamo ora che i dati sulla povertà sono allarmanti. Lo ha affermato la Caritas che gli attuali livelli raggiunti di povertà assoluta sono i più alti da 15 anni ad oggi. L’attuale conflitto aggraverà sicuramente l’indice di poverimento. L’Onu parla di catastrofe alimentare mondiale. Bankitalia stima un aumento di poveri proprio a causa della guerra.
La Coldiretti rende noto che sono già molte famiglie, anziani, donne e uomini con basso reddito che a causa dell'aumento dei costi dell'energia e dei prezzi dei generi alimentari vedono erodere il potere d'acquisto dei loro già bassi stipendi. L’inflazione ha raggiunto livelli stratosferici. Peraltro gli aumenti del gas, della benzina e dunque di tutte le merci trasportate influiscano pesantemente sulle famiglie border line, sugli immigrati e ora anche sui rifugiati. Quanto durerà? Si potrà prevederne il periodo?
Le diseguaglianze non si ridurranno e non assisteremo ad alcuna contrazione della povertà. Il tutto al netto delle conseguenze di una eventuale crisi finanziaria indotta dall’interruzione al rifornimento gas dalla Russia. Proprio per questo il contrasto alla povertà è cruciale e servirà una norma solida e reattiva. L’impatto sull’economia e sulla finanza richiederà una posizione politica molto ferma, capace di cogliere con intelligenza la drammaticità delle nostre vite. Alla fine pagano sempre i poveri. Sono i poveri che subiscono gli effetti sociali più nefasti senza alcuno scudo stellare o sociale.
Lo spazio per le rivendicazioni, per le lotte sociali, per l’emancipazione dei ceti più deboli è assai ristretto e guai mettere in discussione la stabilità del potere. I diritti dipendono da chi governa. La violenza legalizzata potrebbe essere esercitata anche contro chi è ritenuto responsabile e classificato come disfattista. La storia insegna. Come reagirà la politica di fronte a tale situazione?
La nostra attuale classe politica sarà in grado di attuare riforme solide e lungimiranti? Di certo serve comunque aprire o meglio riaprire un dibattito serio. Va anzitutto ripreso sulle misure di contrasto alla povertà. Non si butta via niente ma sia chiaro che non basta qualche bonus politico al posto di una buona politica. Draghi in una delle sue ultime dichiarazioni ha affermato che ci si deve preparare ad un’economia di guerra prospettando un periodo di sacrifici. Noi che la guerra NON la vogliamo !!!