Politica
Uno dei proverbi più citati per Capodanno è ” Anno nuovo vita nuova “. Più che un proverbio è un desiderio, un proposito, una speranza. Per qualcuno potrebbe essere tempo di rimpianti e/o ricordi? Nel bene o nel male è già trascorso il che significa che si è vissuto.
Rivolgo i miei auguri più schietti a coloro che confidano nella lealtà e nella sincerità delle persone, nell'onestà intellettuale e non a quanti vivono in un clima di omertà e di indifferenza. Il valore dell'amicizia non si può invocare ad uso e consumo personale, ovvero solo quando più ci conviene. Nel corso del mio percorso di vita ho conosciuto e frequentato sedicenti "amici".
Per tanti mi sono esposto, personalmente e politicamente e mi sono persino inimicato alcuni notabili locali. Non si può non fare esperienze, perché ogni atto della vita è un’esperienza, per quanto piacevole o difficile essa sia. Tutto sta nel saper accettare quello che accade, ricordandosi sempre che prima o poi ogni cosa passerà, nel bene o nel male. Soprattutto è importante ricordare queste esperienze per trarre insegnamento da ogni cosa che accade. Un'amicizia fondata sulla convenienza e sul calcolo utilitaristico, non è un'amicizia autentica, sincera e disinteressata.
Da parte mia non ho mai anteposto nulla al valore dell'amicizia, ancor meno la mia utilità. A differenza di chi, meschino, è avvezzo a calpestare e a strumentalizzare i rapporti interpersonali per privilegiare ad ogni costo le proprie ambizioni e realizzare i propri interessi venali. È sempre attiva in me una pulsione di "sana cattiveria" interiore, una sorta di tensione morale alla verità. È una spinta etica che mi induce ad essere schietto ed onesto, forse addirittura troppo sincero.
Per cui dai benpensanti e moralisti di ogni sorta e provenienza, detto francamente, non mi interessa granché. Da anticonformista, non posso che ricercare il vero ad ogni costo. Poiché la verità è un atto di intrinseca coerenza e forza logica del giudizio, che, secondo Aristotele, "afferma essere quello che è, e non essere quello che non è". Ebbene, è giusto abituarsi a vivere nell’ artificio?
Non occorre farsi crocifiggere per difendere una verità. Non la Verità intesa in senso assoluto, o metafisico. Io sono un relativista, per cui non ho simili pretese: conoscere la Verità assoluta. Chi potrebbe mai custodire una simile Verità? Solo un Dio eterno ed onnisciente. A noi essere mortali ed "ignoranti" sarebbe, in ogni caso, inaccessibile.
La Verità. E’ evidente che mi riferisco a verità semplici, relative, conoscibili, alla nostra portata. Le verità che si vive nella storia umana e si richiama ad un valore che spesso suscita scandalo in quanto contrasta visibilmente con l'ipocrisia sociale, su cui si stabiliscono i rapporti e le convenzioni politiche ed istituzionali dominanti. Esaltare o recuperare un po' di onestà, di questi tempi, provoca forti reazioni. Chiudo (ma il discorso è assai vasto e complesso, ed implica agganci ad altri temi) Se si prendono le distanze da ciò tutto si fa più arduo e scomodo. Le ostilità e le inimicizie ci assaliranno.
Ma il tempo saprà ripagarci nell'avvenire. Pertanto, rinnovo i miei migliori auguri, ma soprattutto un auspicio sincero affinché si riesca a progettare e a costruire assieme un avvenire migliore.... Ad maiora