Politica
Mi domando con quale tempismo e non casuale, la crisi di governo si sia consumata nello stesso giorno in cui la Banca Centrale Europea (BCE), per mezzo della sua Presidente Christine Lagarde, ufficializzava importanti e disastrose provvedimenti riguardo l’ aumento dei tassi di interesse che non ha eguali negli ultimi dieci anni a questa parte.
Non solo. In concomitanza, la BCE ha anche approvato un nuovo strumento di politica monetaria, il Transition Protection Instrument (TPI), ossia lo “scudo anti-spread”. Il TPI così chiamato “pilota automatico” (termine coniato proprio dal Draghi) non è altro che quel meccanismo “virtuoso” per cui, qualsiasi siano le condizioni politiche e/o economiche dei paesi dell’area euro, qualsiasi sia il governo in carica nulla potrà fermare una serie di atti già delineati dall’Unione Europea e dalla Banca Centrale Europea.
A prescindere, direbbe Totò! Chissà se verrà messa una pietra tombale sopra quella bubbola, che ci è stata narrata negli ultimi due anni, circa le “virtù salvifiche” di questo PNRR, che ci era stato rifilato come un “regalo” e privo di qualsiasi condizionalità, e che invece si rivela essere più che austero !! Il venir meno di obiettivi stabiliti nel PNRR significherebbe perdere lo “scudo della BCE” sui mercati finanziari e finire in balia della speculazione finanziaria. Con il PNRR si è dato modo di avviare al corso di smantellamento dello stato sociale, di attacco alle pensioni, ai salari e incentivando la precarizzazione del lavoro. Difatti, il PNRR non fa che obbligare i Paesi ad attuare un’agenda neoliberista a tappe forzate. Se una di queste tappe verrà a mancare, la speculazione finanziaria potrà scagliarsi contro in modo irreversibile. Draghi con le sue dimissioni abbandona “SI” Palazzo Chigi ma rientrando poi dalla finestra attraverso il nuovo strumento di politica monetaria della BCE.
Davanti al fallimento politico dell’ennesimo governo tecnico, prima con Monti ed ora con Draghi, la classe dirigente europea si trincera dietro l’espediente del ricatto del debito a suon di spread. Quale che sarà l’esito delle elezioni del prossimo 25 settembre, il programma di governo è già pronto ed è scritto nero su bianco nel PNRR, messo appunto dall’esecutivo Draghi e vincolante per chiunque uscirà vittorioso dalle urne per tutta la durata della legislatura, pena la deflagrazione dell’instabilità finanziaria e sotto la spinta della BCE. Noi da parte nostra ripetiamo che niente di buono potrà avvenire, ma continueremo a riporre speranza in chi in questi anni ha coerentemente individuato il meccanismo europeo.
Continuare a profondere fiumi di parole sulla governabilità italiana senza capire che non interessa a nessuno quello che accade da noi, ma che ciò che conta è deciso altrove, dimostra non solo l’immaturità e la sciatteria della nostra classe politica. Come
Comitato Civico Viva Mantova manterremo vivo quel percorso di forte di contrasto alle politiche sovranazionali e nazionali inette promuovendo e argomentando per una maggiore maturità politica e di autocritica tra e nella gente.