Politica
La disputa elettorale è in pieno corso. Il Comitato Civico Viva Mantova, vuol esserne parte per contenuti e valori e non per partito preso.
La democrazia, infatti, funziona per inclusione e non esclusione. Per cogliere la forza delle differenze senza pretendere di assimilarle conformisticamente ad un solo modello. Insomma, siamo per una visione democratica. Non temiamo mai l’apertura, non rigettiamo l’inedito, non evitiamo il cambiamento, non ripudiamo il pluralismo delle idee.
Identità, pluralità, diversità, il riconoscimento, ovvero l essere per l’altro ( nel senso del collettivismo ) Quali però gli ostacoli che possono ostruire il funzionamento di un pensiero democratico? Ogni forma di aristocraticismo, di disprezzo nei confronti delle forze minori, di pregiudizio, di supponenza, di arroganza. Il sentimento mentale in una democrazia è sempre alternativo ad ogni forma di prevaricazione. Il rispetto per i criteri soggettivi non solo vanno accolti ma vanno ampiamente riconosciuti. La rivendicazione autoriale non è mai conciliabile con il funzionamento democratico. La capacità di iniziativa di ognuno consiste nel mettere a disposizione del collettivo la propria forza e non di rivendicarla. Un Movimento estremamente critico è per propria natura e mai deve essere disconosciuto. L’astensione al voto e la disaffezione degli italiani alla politica si è amplificata perché c è chi ( non faccio nomi ma potrete immaginare ) ha messo in campo la propria capacità di iniziativa con il proprio potere personale, rimestando la responsabilità della propria azione con la proprietà da far valere.
Non a caso l’attuale campagna elettorale pare assimilata su chi debba essere leader di quel e/o altro schieramento a discapito dei contenuti e delle idee. In altre parole, l’ostacolo che affligge l attuale classe politica alla realizzazione di un vero patto per la rinascita economica e sociale è ancora una volta arroccata sull’ambizione singolare nel contare di più non senza colpi di esclusioni (Draghi incluso) È la miseria della meschinità politica. Una vera e propria tentazione che può traviare anche i migliori.
La crisi quindi è da ricollegarsi per induzione anche al concetto che il cittadino si senta vittima, impotente di fronte agli eventi ed ai giochi di potere degli eletti, abdicando alla sua funzione di leader originario, rinunciando alla quota di sovranità che, in quanto cittadino, gli appartiene. Il cittadino non si sente più cittadino ma suddito.
Accettando supinamente tutto quanto gli eletti decidono per conto suo, senza neanche sapere cosa decidono e per quali motivi lo fanno. Astenendosi dal voto, i cittadini rinunciano all’esercizio di una caratteristica fondamentale della sovranità popolare quale è il voto.
Quello di cui c’è bisogno è una partecipazione ancora più generale alla discussione sociale di quanto sia avvenuto finora, un risveglio di tutte le persone che le porti a esprimere i loro bisogni e desideri e comunicare agli altri i loro suggerimenti. In questo, come Comitato Civico Viva Mantova, eserciteremo qualsiasi forma lecita di espressione e di libero pensiero.
Questa consapevolezza non può essere sviluppata o realizzata se non in associazione con gli altri, nell’interscambio, in una intercomunicazione flessibile.