Politica

La crescita tra neo-liberismo ed uno stato sociale avanzato



Il pensiero neo liberista di questi anni pensato come privatizzazione e globalizzazione della economia ha prodotto un profondo solco dello stato sociale e nella diseguaglianza. Con l’economia di oggi è sparito il ceto medio aumentando il divario dei redditi.


Questa divaricazione e mutazione nasce dall’avvento del digitale. Le retribuzioni sono elevate nella fascia alta dell’occupazione mentre la fascia bassa scivola ormai da anni verso i lavori precari.Ciò crea divisione tra l’economia di un’occupazione qualificata e quella del lavoro a bassa produttività che non possono distribuire altro se non un reddito modesto.

Altra divisione quella fra le diverse fasce di lavoratori che vivono nelle metropoli e quelle di aree rurali ovvero in provincia. Nel corso del tempo si sono imposte le forze politiche nel spingere lo Stato a perseguire l’innovazione e all’introduzione del digitale preferito. In realtà ciò però non accade o almeno in parte. Politica ed economia si trovano davanti ad un bivio: quello legato alla redistribuzione per equità e quello per opportunità. Il primo non promuoverebbe lo sviluppo, ma distribuirebbe un reddito stagnante, il secondo porterebbe lo sviluppo per una redistribuzione del reddito.

Esiste pertanto un modo grazie al quale l’economia del digitale possa garantire lo sviluppo senza generare tensioni? Due potrebbero essere a mio avviso le ipotesi. La prima legata ai fondi europei che diverrebbero il volano degli investimenti privati attraverso le innovazioni e non più attraverso la maggior spesa pubblica. In questo caso garantiremmo lo sviluppo ma non crescita. La seconda ipotesi legata alle innovazioni. Si avranno imprese che falliscono sostituite da quelle che si innovano.

Gli occupati delle imprese fallite andranno ad occupare quelle che si innovano attraverso una debita formazione. In quest’ultimo caso non sarebbe richiesto alcun intervento dello Stato, perché l’economia sarebbe in grado di auto regolarsi. Tale transizione però abbisognerebbe di gradualità che l ‘economia di mercato ed uno stato sociale avanzato non potranno permettersi.

Difatti un sistema sanitario, scolastico e di garanzia che non erogasse i propri servizi a chi non è in grado di pagare metterebbe in seria difficoltà chi non riuscirebbe a sopravvivere alla dinamicità dell’economia. Per questa ragione lo sviluppo dell’economia senza uno stato sociale avanzato non potrà mai progredire. Ai posteri l’ardua sentenza e soltanto la voce del popolo potrà dar voce al nostro futuro.


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