Politica
E’ ormai palese notare i voltafaccia di chi andando al governo fa il contrario di quanto aveva detto per conquistarsi quel consenso per vincere le elezioni. Mi viene pertanto da citare Bertold Brecht:
Egli non sente, non parla, né s’interessa degli avvenimenti politici. Egli non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell’affitto, delle scarpe e delle medicine, dipendono dalle decisioni politiche. L’analfabeta politico è talmente somaro che si inorgoglisce e si gonfia il petto nel dire che odia la politica.
Non sa che dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta, il minore abbandonato, il rapinatore e il peggiore di tutti i banditi che è il politico disonesto, il mafioso, il corrotto, il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali> Vorrei così interpretare le posizioni della Meloni contraddittorie: quando era favorevole all’uscita dell’Italia dall’euro (anno 2014) o il sostenere il Sì al referendum abrogativo sulle trivellazioni (anno 2016). Trovo altresì curioso la foto di Giorgia Meloni mentre abbraccia Zelensky, attore prodotto in vitro da Washington. Curioso in altra foto, la stessa Meloni ripresa con Joe Biden, mano nella mano, ovvero dalla parte dell’imperialismo USA e dalla parte di quella globalizzazione neo-liberale che prima di essere al governo proprio la stessa criticava in modo sferzante.
Ma come si suol dire sono i paradossi del potere. Quel che stupisce è che Giorgia Meloni e i suoi adepti da sempre si sono distinti come il partito della Nazione, osannando il patriottismo e la sovranità popolare. Tutte parole nobilissime ma che appaiono fuori luogo nel contesto attuale nel quale Fratelli d’Italia, divenuta forza di governo, ha completamente abdicato rispetto a quei valori. Fin da subito il governo di Fratelli d’Italia si è allineato con l’Unione Europea e con le agenzie di rating. Il governo italiano anziché ribadire la propria neutralità si è schierato, in continuità con Mario Draghi naturalmente, dalla parte dell’imperialismo americano. Quindi di quale sovranità stiamo evocando? Forse di quella americana !?!
Una cosa è certa: anche il partito di Giorgia Meloni accreditatosi come forza di opposizione negli ultimi tre anni si è rivelato forza sistemica a tutti gli effetti. Alla “discordanza” dell’attuale presidente del Consiglio va aggiunto un lungo elenco di analoghe situazioni e riguardante altri partiti. Mi basta pensare ai clamorosi cambiamenti connaturati dei 5stelle, passati senza vergogna dal rifiuto della politica, dei suoi riti e relativi privilegi: demagogia su cui Conte ha potuto ricostruire la sua boutade elettorale o era un atto dovuto di sopravvivenza!?! Per non citare poi Luigi Di Maio ( stenderei un velo pietoso sul suo comportamento) E così sembra voler ripetere gli errori del recente passato, il Pd. Di difficile interpretazione la chiave di lettura della neosegretaria Pd (Elly Schlein) che a suo dire vorrebbe ridefinire l’attuale PD come il partito radicale e libertario sotto il versante valoriale e culturale ed estremista e massimalista su quello politico e progettuale. La sua originalità è ormai nota al grido “largo alle donne”. Un ipocresia. certo che si !! Un modo per deresponsabilizzarsi al pari della retorica del campo largo (pensando all’alleanza con 5Stelle) La politica ha così ceduto il passo all’aritmetica.
Ma quali le questioni di genere o i campi larghi a consolidare Elly Schlein alla guida del Pd e a fare di lei la leader del centrosinistra!? Sarà la sua capacità politica!?
Veleni, divisioni interne e abbracci mortali. La Schlein è di fatto alla prese con un partito ingovernabile. Ma è da considerarsi sano un sistema politico che deve affidarsi al rovesciamento tra quanto si dice in campagna elettorale e quanto si fa al governo? A mio parere un deciso NO!! Ma a prescindere quanto è maturo un elettorato che si fa ripetutamente abbindolare? È pensabile che un paese ultra indebitato possa dividersi non, come sarebbe logico, sulle ricette di come ridurre il proprio squilibrio finanziario o come aumentare il proprio pil, ma solo ed esclusivamente su quante risorse distribuire, come e a chi? A mio parere un deciso NO. Eppure, questa è la nostra triste realtà.
Né a destra come a sinistra, non ho trovato uno straccio di progetto per il nostro paese, fermo restando i mille vincoli imposti dall indebitamento con l’Unione Europea e dal colonialismo tutto americano (ad oggi 120 basi militari NATO ) Ormai per quella misera percentuale di votanti si opta per chi ha più capacità di attingere alla retorica !! Una modalità opportunistica in cui l’astensionismo è ormai dilagante e sintomatico. La distanza tra cittadini e politica ha lacerato profondamente la democrazia.
Il nostro paese sembra inghiottito in un vortice di problemi strutturali. A mio modo di vedere si rendono necessarie nuove riforme tra cui il riassetto geopolitico istituzionale e all’adozione di criteri di merito e produttività, se si vuole evitare il clientelismo e l’inefficienza. Ad oggi NON trovo alcun cambiamento. Fratelli d’Italia che si era fatta largo contestando il governo Draghi con argomenti sovranisti (Lega e Forza Italia non sono stati da meno) ha di fatto attuato una politica non diversa da quella del predecessore. E comunque l’attuale politica, a prescindere dal colore politico, con in verificarsi della contrapposizione bipolare ha ceduto ad un sistema di alternanza che definirei “trasformismo”.