Politica

Il calo demografico - mantova tra remoto & futuro



Il declino demografico è soprattutto un problema di squilibri tra generazioni, con implicazioni sociali ed economiche. Favorire la ripresa delle nascite non basta. Dal “post pandemia” ci stiamo preparando per una ricrescita economica, ma non da quella demografica. 


Nel 1971 i residenti a Mantova risultano essere oltre sessantacinquemila. Ora siamo ufficialmente sotto i cinquantamila abitanti. Dobbiamo preoccuparcene?La risposta è sì !!

Non tanto per il semplice fatto di essere in calo, ma per ciò che sta alla base della diminuzione e per le implicazioni che produce. E’ bene tener presente che nel declino sono soprattutto i giovani che perdiamo.

Negli ultimi decenni non ha per nulla inciso l’ingresso di stranieri sulla popolazione tardo adulta e anziana, ha invece contribuito a compensare, seppur solo in parte, la riduzione dei giovani e dei giovani-adulti. Il declino demografico non è quindi solo una questione di calo della popolazione, ma ancor più di squilibri tra generazioni con le implicazioni sociali ed economiche che ne derivano.

Il dato negativo ci porta a dire che il “degiovanimento” è addirittura più forte dell’invecchiamento, ovvero, perdiamo più giovani di quanti anziani guadagniamo.

Cosa fare per non subire, o comunque limitare, le conseguenze negative sul nostro benessere futuro?
Favorire la ripresa delle nascite è condizione necessaria ma non sufficiente. Anche se, per pura ipotesi, raggiungessimo nel giro di pochi anni i livelli di allora rimarrebbe in ogni caso il deficit dei nati negli ultimi trent’anni. In particolare, i 10-20enni di oggi sono già nati e sono molti di meno degli attuali 50-60enni.

Quando avranno 30-40 anni e saranno al centro della vita produttiva e sociale la città potrà crescere solo se nel frattempo li avremo rafforzati quantitativamente e qualitativamente. Per farlo è necessario agire in più direzioni contemporaneamente: migliorare la formazione di base e l’acquisizione di competenze avanzate nelle nuove generazioni; investire in politiche in grado di migliorare la possibilità di essere attivi e solidamente inseriti nel mercato del lavoro; gestire flussi di entrata funzionali al nostro modello economico e bilanciati rispetto alla possibilità di integrazione dinamica nel nostro modello sociale.

Per farla breve dobbiamo dimostrare di saper fare meglio e di più se non vogliamo condannarci a un irreversibile declino, non solo demografico.


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