Politica
Spesso si viene classificati come anticonformisti. Semmai un NON allineati. Molti pensano che essere tali corrisponda a violare le regole, magari dando di sé un’immagine un po’ stravagante, comportandosi in modo diverso dall’ordinario.
Ma l’essere disallineati ha per noi una rilevanza molto più ampia. Ci reputiamo come coloro che riescono a relazionarsi col prossimo e con ogni altra cosa in modo libero.
Non diamo nulla per certo e non prendiamo nulla per scontato. La nostra libertà di pensiero ci consente di spaziare ovunque. Non rifiutiamo nulla a priori e allo stesso modo NON accettiamo nulla senza valutare.
Non si tratta, quindi, di manifestare la nostra difformità a tutti i costi, ma di appropriarci del diritto di essere se stessi. In questo abbiamo sancito il piacere di riconoscerci come individui consapevoli, pur facendo parte di questo sistema. Non ci adattiamo alla massa, e quindi al condizionamento mediatico.
Vogliamo vedere le cose alla luce del nostro comprendonio, ricercando in primo luogo la verità, con la consapevolezza che la verità è indipendente dai luoghi comuni.
Liberi di pensare, di creare e di applicarci con la consapevolezza di poter offrire qualcosa di nuovo. Non ci lasciamo condizionare dalla paura delle critiche o dai giudizi. Esplicitiamo le nostre idee ed opinioni, perché verificate da un vissuto coscienziale. Rifiutiamo il moralismo imposto.
Siamo per un’etica che va ben oltre la morale comune. Nessuno dovrebbe permettersi di imporre la propria morale all’altro. La morale è spesso più dannosa che costruttiva. Spesse volte è dettata dalla presunzione e dal voler dimostrare la propria scienza e superiorità ad un altro.
Siamo per il buon senso e il discernimento necessari a respingere tali imposizioni, e condizionamenti da chi non vede di buon occhio la filosofia del libertinismo. Rispettiamo quelle norme di civile convivenza, ma le regole della morale cambiano coi tempi e coi luoghi. Cambiano a seconda della mentalità di quanti hanno la forza di imporsi maggiormente.
Si trasformano in virtù dei benefici di chi governa. Le regole morali personali, poi, sono subordinate dal modo in cui si cresce, dal contesto in cui si vive, dalle esperienze che si fanno. Ma la saggezza segue l’etica e NON la morale. Perché l’etica è dettata da leggi superiori, che nulla hanno a che vedere coi tempi, coi luoghi, con le mentalità, con le religioni, con le leggi.
Siamo per quell’insieme di valori che non mutano nel tempo. Valori come il NON fare agli altri ciò che NON vuoi sia fatto a te. Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te. Rispetta tutto ciò che esiste e, naturalmente, te stesso.