Politica
In questi giorni di campagna acquisti alla realizzazione di “nuovo” esecutivo in molti si stanno chiedendo da chi siamo realmente rappresentati e in che pianeta vivono. A vedere la sequela dei vari incontri viene da rabbrividirsi per il coraggio espresso, a fronte di una profonda crisi sociale, ad esser buoni esprime il concetto dell’opportunismo Europeista.
C'è di tutto e di più nell’emiciclo parlamentare: dai riformisti, a così chiamati costruttori o meritevoli, a quella dei presunti onesti ma che con virtuosi trasformismi si son vestiti di nuova casacca. Insomma una sorta di Barnum & Bailey Circus della politica.
Dallo “stagista” Di Maio, all’Avvocato del Popolo Prof. Giuseppe Conte, all’avanguardista felpato Salvini, al contorsionista Renzi, all’integerrima Meloni, all’accomodante Zingaretti, al plastico Berlusconi. Tutti in cerca di popolarità. In tanta desolazione futura c'è qualche singola luce che brilla fioca ad una prossima competizione elettorale. Del resto che uno dei problemi dell'Italia sia di classe dirigente è palese.
Certo c'è chi ha l'allergia atavica al voto per ragioni di sottocultura personale è bene ricordare l’ alternativa alla scheda bianca e scheda nulla. Quando la scheda è considerata non valida? Diciamo subito che non recarsi per niente alle urne è una forma di astensione “passiva” che non pesa in alcun modo né sull’esito elettorale né sull’affluenza alle urne.
Con la scheda bianca si esprime indifferenza e apatia verso l’esito delle elezioni. Un po’ come dire “mi sta bene qualsiasi cosa, non so chi votare e potete decidere voi per me”. Annullare la scheda, invece, è una forma di astensione più “pesante”: recarsi al seggio e invalidare volontariamente la scheda è un atto di volontà ben preciso, che esprime scontento e pesa nel senso che contribuisce a delegittimare gli eletti. Non aggiungo altro: fate vobis