Politica
Mi rivolgo ai giovani che più volte ho cercato di capirne l’effetto a distanza di oltre mezzo secolo. So benissimo che per un veterano mettersi nei panni di un giovane è un atto di presunzione. Quasi voler indagare in una sorta di contestazione sociale che la comunità rifiuta e che spesso è causa di giudizi della maggioranza talmente negativi sino al punto di arrivare a cancellare un passato onorevole.
In qualità di padre credo valga comunque la pena di fare questo esercizio e non solo mentale. Permette di capire meglio provando a scrutare da un altro punto di vista e di capire quanto possa essere difficile per un giovane riuscire ad interpretare il mondo in cui si trova. Capire il mondo in cui vive perché è in quel mondo che deve costruire il suo percorso di vita, ove cercare la felicità o perlomeno come perseguirla in ogni modo e con ogni sforzo.
Certamente in questo panorama mondiale non avrà difficoltà a notare la superficialità con la quale i grandi del pianeta trattano i problemi della gente esclusivamente in termini di profitto, perdite e con quale cinismo!!! Fa impressione osservare il fatto come questi si riuniscano di continuo in posti bellissimi e lussuosissimi e senza concludere, senza decidere, senza capire le esigenze del pianeta. Questi incontri normalmente terminano con delle conferenze stampa davanti ad uno stuolo di bandiere e di giornalisti e in un nulla di fatto.
E i giovani? In questo dovrebbero cercare di interpretare il futuro e il tipo di contributo che potrebbero dare, reinventarsi valori, ideali e obiettivi perché, almeno i più provveduti, capiranno che non si potrà usare ciò che nel passato ha portato le vecchie generazioni al declino morale e materiale, alla massima diseguaglianza, alla apparente libertà ma dentro una ingiustizia sociale e per lo più violenta. Reinventarsi un futuro, ecco cosa dovranno fare i giovani.
Dovranno anche scrollarsi di dosso chi in qualche modo tenterà di condizionarli per continuare a giocare qualche ruolo nella società e nell’economia per accumulare, per comandare, per spendere, per godere una vita bella e inutile. Se io fossi un giovane mi impegnerei per creare una società dove tutti possano avere i diritti di base uguali e che ciascuno occupi il posto che si merita.
Se io fossi un giovane mi dedicherei alla agricoltura e facendo un buon uso della tecnologia perché sono le due strade attraverso le quali si potrà avere sviluppo e benessere per poi, chissà, poter influenzare il pensiero e la politica, l’economia e la bellezza in tutte le forme possibili. Se io fossi un giovane cercherei i sentimenti e le emozioni che provengono dalla contemplazione della natura o dalla vicinanza con altre persone, i piaceri che provengono dal sapere e dalla conoscenza, dal gusto e dalla convivenza.
Gli anziani dovrebbero spingerli a pensare e a fare. Dovrebbero capire che il miglior aiuto che possono dare è quello di farsi da parte e di non porre ostacoli o cercare di condizionarli, di lasciarli liberi di immaginare e di creare, di costruire una società che vorranno certamente diversa da quella che le vecchie generazioni hanno loro lasciato....